Image Cross Fader Redux

(22 aprile 2015) di ROBERTO SAVINO - Nel minuscolo stadio bomboniera Luis II di Montecarlo, la Juventus si gioca un traguardo lontano dodici anni con il risicato vantaggio acquisito nella gara di andata grazie al rigore trasformato da Vidal. Giocano davvero i migliori a disposizione di mister Allegri, proprio con il cileno recuperato in extremis dall’attacco di tonsillite che l’ha colpito dopo l’ultima di campionato. Nemmeno un minuto e Chiellini scivola goffamente, per poi interrompere col braccio la fuga dell’avanti monegasco verso Buffon. Giallo per lui e punizione da tre quarti sprecata dai padroni di casa. Cinque di gioco ed il siluro di Kondogbia è alto di nulla. E’ più in partita il Monaco, riversato nella metà campo bianconera alla ricerca del varco giusto. La Juve da canto suo non accompagna le azioni e, con reparti scollegati, i palloni vengono sprecati banalmente. Al quarto d’ora l’uno due libera Bernardo Silva a destra per un cross basso salvato in corner dal ginocchio di Barzagli che sfiora l’autorete. Kondogbia aggira Pirlo e spara dalla distanza. La botta è centrale e Buffon blocca. Sempre primo sulla palla, il Monaco è sempre più aggressivo e mette alle corde una Juventus troppo leziosa per contrastarla a dovere, che rischia il rigore per un sandwich su Kondogbia. Solo gli ultimi sette di gioco regalano un andamento più equilibrato e dopo una verticalizzazione di Pirlo gettata alle ortiche ed un’azione creata da Tevez dopo aver rubato palla a Raggi anch’essa sciupata malamente, arriva proprio in chiusura il collo pieno dell’apache, invitato da Morata, che sfiora il palo. Finisce il primo tempo con la pallida reazione di una squadra bianconera a tratti irritante. L’unica notizia positiva è lo 0 a 0 che ancora la qualifica, ma serve altro. Ed invece la ripresa comincia sulla falsa riga dei primi 45 minuti. Chiellini stavolta è bravo a scippare la sfera a Ferreira Carrasco in piena area, poi Evra spazza via sulla linea salvando la porta sull’incerta uscita di Buffon, il quale si rifà tempo cinque minuti leggendo benissimo l’erroneo disimpegno di Vidal e Bonucci ed uscendo a valanga su Berbatov. La pressione del Monaco è quasi insostenibile, piovono corner e traversoni nell’area bianconera ed i centrali di difesa si ergono su tutti. La fiammata dei torinesi è nel lancio di Pirlo per un Morata nella prateria. Lo spagnolo si incarta nel rientrare verso il centro  e viene chiuso. Llorente lo rileva per alzare il baricentro della squadra, mentre Chiellini continua a sanare ogni falla, anche se ora la furia biancorossa si affievolisce per via dell’inevitabile calo fisico. La partita è ora bruttissima, con la Juve un filo meglio di quella dei precedenti 75 minuti. La freschezza di Pereyra è l’arma migliore per allontanare la palla dall’area di Buffon, la maledetta di Pirlo da 30 metri quasi perfetta per chiudere il match senza bisogno di un recupero che, finalmente, la Juve gestisce al meglio contro un Monaco stravolto dalla stanchezza. Il nulla di fatto tra mille sofferenze qualifica una brutta Juventus, tenuta a galla dalla difesa, alla semifinale di Champions League, dove affronterà di sicuro un’armata: Il Bacellona, il Bayern oppure il Real Madrid.

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  1. All'andata rigore fuori area.....al ritorno rigore non dato al monaco..........THIS IS JUVE!!!!!!!! Cioppihellas

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