Image Cross Fader Redux

(28 gennaio 2015) di ROBERTO SAVINO - La sfida al Tardini contro un Parma derelitto, vale per l’accesso alla semifinale della coppa nazionale. I 40 punti di distacco nella classifica di serie A, l’addio in settimana di un Cassano stanco dell’infinita crisi economica dei ducali e, appunto, le tante nubi addensatesi sulla fragilità della nuova proprietà, non devono trarre in inganno in un match da affrontare con la dovuta attenzione nei confronti di un gruppo, quello emiliano, in cerca di riscatto dopo le cocenti e continue delusioni in campionato. Nel sostanzioso, benché meditato, turn over operato da Allegri, spazio dal primo minuto a Storari, Ogbonna, Padoin, Coman e Pepe, questi ultimi due a supporto del rientrante Llorente nel tridente d’attacco. Dieci minuti di nulla, poi Mariga sradica con veemenza (troppa) palla a Pirlo. Sull’imbeccata per Gobbi lanciato a rete, è bravo Padoin a sventare in diagonale. Colleziona solo corner la Juventus nei primi 25 minuti, unicamente un destraccio alto con Palladino la squadra di casa e non bastano le belle, ma sporadiche, accelerate di Coman a scaldare una partita, per ora, davvero bruttina. Il resto del tempo è sulla falsariga della prima metà. Un tentativo con il mancino di Galloppa vola in curva. Il destro al volo di Nocerino dal vertice alto destro dell’area piccola è interessante. Chiellini sventa in corner. E la Juve? Solo un tiro cross di Pepe in pieno recupero che si infrange sul palo lontano con Mirante immobile. Vidal non inquadra la porta sulla respinta del legno ed il tempo si conclude con uno 0 a 0 che più scialbo non si può. Sembra giocare con più voglia la Juve alla ripresa delle ostilità. Coman e Pepe si muovono con reattività, la palla è giocata con la dovuta lucidità e velocità e la manovra si fa fluida. Chiellini svetta sul corner di Pirlo, palla alta. Numero di Coman in un fazzoletto, sinistro da posizione impossibile sull’esterno della rete. La verve di Palladino e Rodriguez riporta spesso la sfera nella metà campo bianconera, Rispoli imita Nocerino e batte al volo. Chiellini è il sosia di se stesso e devia in corner. Nel giro di cinque minuti subentrano Pogba e Morata per Vidal e Coman per cercare di chiudere la partita prima di supplementari sempre più incombenti. Storari sbaglia un rinvio, Palladino non ne approfitta e crossa al centro invece di tentare il tiro. Negli ultimi minuti di partita si sveglia la Juve. Morata impegna Mirante con un bel destro dai 18 metri. Marchisio ha un rigore in movimento. Santacroce alla disperata sfiora e la palla scheggia la traversa. Mancano spiccioli di partita prima dell’overtime e sul tocco in profondità di Llorente (finalmente), Morata entra in area, si sbarazza della stretta dei difensori e di fino beffa Mirante in uscita (89°). E’ la zampata che vale la sudata qualificazione degli uomini di Allegri alla semifinale di Coppa Italia. Alè

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