Image Cross Fader Redux

(1 ottobre 2014) di ROBERTO SAVINO - A Madrid, la Juventus sfida i Campioni di Spagna e vice d’Europa dell’Atletico nella seconda giornata del girone di qualificazione di Champions, scendendo in campo nella sua miglior formazione possibile e schierata con il suo solito 3 5 2. Belli aggressivi, partono bene e senza alcuna paura i torinesi i quali, di inguardabile, han solo una maglia verde mela improponibile che si confonde con il prato. Dieci di gioco ed il primo brivido lo regala Marchisio con una sventola di esterno destro dai diciotto metri sballata. Resta alta la Juve, sospinta da una buona manovra e da un’ottima copertura degli spazi. A mancare, sono i varchi nella tre quarti spagnola, completamente intasata di maglie biancorosse. Improvvisa, al minuto venti, sulla leggerezza di Bonucci, la ripartenza di Arda Turan da destra, con annesso rasoterra per Mandzukic, preda di un prodigioso recupero in ripiegamento di Vidal. Il cileno è ingabbiato cinque minuti più tardi sulla tre quarti, perde palla e Mandzukic, senza pensarci più di tanto, scaglia un destraccio dal limite. Buffon è attento e devia in tuffo. Sono le uniche due fiammate dei padroni di casa, pareggiate dai bianconeri con l’impreciso destro a giro di Pogba sul fondo al minuto 33. Il tanto possesso palla della Juve in questo primo tempo, se è improduttivo dalla cintola in avanti, per lo meno ha il merito di limitare i pericoli davanti a Buffon al minimo sindacale. Il gioco si fa spezzettato a centrocampo e di azioni pericolose nemmeno l’ombra. Va bene così e si va al riposo sul nulla di fatto.

Riparte sulla falsariga della prima frazione la ripresa, con un Vidal in evidente ascesa, poco assistito sulla mediana dal compagno Pogba. Sulla ripartenza Juve, Raul Garcia bracca Tevez ed è punizione. Dai 25 metri, Pogba sciupa tutto con un destro da dimenticare. Il tiro cross di Arda Turan è deviato da Caceres con una mano e la palla va dritta in porta. Buffon è reattivo e sventa con il piede. E’ ora che cambia un po’ la partita, i cross piovono davanti al portierone bianconero ed al minuto 74 Arda Turan, taglia fuori la diagonale di Lichtsteiner, raccoglie il traversone di Juanfran e secca Buffon, inchinatosi dopo 966 minuti di imbattibilità complessiva ad un avversario. Allegri passa prima a 4 in difesa inserendo Pereyra per Caceres ed arretrando Evra e Lichtsteiner sulla linea di Bonucci e Chiellini e, negli ultimi minuti, al 4 3 3 con l’inserimento di Morata per uno stanco Vidal. Non c’è nulla da fare, nemmeno con l’ingresso di Giovinco poco prima del recupero, quasi tutto perso nelle sceneggiate in stile Benfica dei biancorossi. La Juve lascia Madrid a mani vuote, al cospetto di una squadra rognosa, arcigna, per nulla trascendentale, ma che sul rettangolo verde, a cominciare dal distruggere il gioco degli avversari, sa sempre cosa fare. Nessun dramma e ripartire è l’imperativo categorico della squadra bianconera, tanto più che nell’altra partita del girone il Malmo batte l’Olympiacos per due a zero, in una classifica ora che vede tutte le squadre del girone a tre punti.

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