Image Cross Fader Redux

(10 aprile 2014) di ROBERTO SAVINO - Per respirare l’aria di una semifinale europea che manca da Torino dal 2003, la Juventus deve superare l’ostacolo Lione forte dell’1 a 0 firmato da Bonucci a domicilio. La grande opportunità è concessa a Vucinic, affiancato lì davanti a Tevez, il quale, pronti via, con un destro a mezzo giro violento mette alto di nulla. Sessanta secondi e l’Apache scambia con il montenegrino, sfonda per via centrale e guadagna una punizione dai diciotto metri. Il destro di Pirlo è pennellato, supera la barriera e lascia di sale Lopes per l’1 a 0 dopo 4 minuti. Si gioca ad una porta, con la palla sempre nella metà campo francese, poi al minuto 13 cambia qualcosa. Lo squillo del Lione è nell’assedio a Buffon che dura secondi interminabili. Una mano malandrina di Bonucci è ignorata dall’arbitro, quindi il cross è troppo teso per  essere preda delle punte ed i bianconeri respirano. Sul capovolgimento di fronte, Tevez è vistosamente sgambettato da Koné e si pareggiano le recriminazioni. Ma è un altro Lione ormai e su un campanile da destra che sembra innocuo, Briand sul secondo palo tiene lontano Marchisio con astuzia, colpisce di testa indirizzando la sfera nell’angolo opposto, rendendo vano il tentativo di Buffon che la sfiora appena ed è 1 a 1. La Juve è frastornata, non riesce a sfondare dal centro, mentre i timidi esterni provano troppe poche volte soluzioni dalle fasce. Sembra la partita dell'andata. Malbranque è incollato come un'ombra a Pirlo con l'intenzione dichiarata di togliergli ossigeno. Dieci minuti e Lacazette strega Caceres a sinistra per la botta di Gonalons. Buffon è sulla traiettoria e salva con mestiere. Poi poco o nulla fino al fischio dell’arbitro che manda tutti negli spogliatoi. Contro avversari che con il passare dei minuti han guadagnato campo ed abbandonato ogni remora di eliminazione, serve la Juve dei primi dieci minuti, sennò stasera si esce dalla Coppa. Di certo son queste le parole del mister negli spogliatoi, non assorbite da una squadra che trotterella ad inizio ripresa, a parte un’accelerata di Asamoah ed un suo sinistro in diagonale forte e teso sul quale Tevez non arriva, anticipato. Procede a strappi la sfida, con gli ospiti sempre pronti ad impensierire una difesa che regge l’urto non senza difficoltà. All’ora di gioco, lo stacco di Tevez è fantastico, la palla va nel sette ma l’argentino è in fuorigioco di rientro. Quattro minuti e proprio l’Apache tocca male verso Vidal consentendo a Lacazette una veloce ripartenza, fermata fallosamente al limite dell’area. Sulla botta di Mvuenba, Buffon resta fermo e respinge sicurissimo. E’ vicino l’episodio che segna la partita e sul contropiede bianconero, Pirlo allarga per Isla. Palla a Marchisio che carica il destro, deviato da Umtiti alle spalle di Lopes per il più bello dei 2 a 1. E’ la rete che scaccia ogni paura nei bianconeri ed il Lione, spremuto, non ha più la forza di rispondere. Giovinco, dentro per Tevez, ha la gamba come spesso negli ultimi tempi, guadagna punizioni che fanno respirare e trascorrere il tempo, poi spara alle stelle con il sinistro la palla del 3 a 1. Ora manca pochissimo al 90° è quando arriva il triplice fischio è festa grande. Una Juve non bellissima raggiunge un gran bel traguardo ed attende il nome della sfidante per un posto nella finale di Torino della competizione europea.

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  1. Che dire di questa partita....l'unica nota stonata il gol subìto che mi ha fatto perdere la scommessa :-)...e Vucinic che mi ha fatto perdere il controllo dei miei già deboli nervi, per il resto risultato giusto e passaggio strameritato. FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS

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