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(24 aprile 2014) di ROBERTO SAVINO - Inizia malissimo la semifinale di Europa League a Lisbona contro i freschi campioni del Portogallo. Solo due minuti e sul corner di Sulejmani, Garay pianta Bonucci, svetta altissimo e brucia i guanti a Buffon, che smanaccia soltanto una palla che rotola in porta. Il colpo è tremendo e la Juve lo accusa tutto intero. Dieci minuti e Tevez fa tutto da solo, viene stoppato al limite dell’area ed il contropiede dei padroni di casa è pericolosissimo. Sulejmani spreca tutto con un sinistraccio largo. Pressata altissima, la squadra di Conte fatica ad uscire dalla propria tre quarti e sciupa un’infinità di palloni. Quando riesce a farlo, il Benfica è già schierato alla perfezione dietro la linea della palla e si fa sempre più dura. Tevez è bravo a sgusciare ai 20 metri, il destro è troppo schiacciato ed è facile preda del portiere. Vucinic, trovato largo dall’argentino, esita troppo e viene murato, ancora l’Apache strappa 40 metri palla al piede in solitudine senza trovare l’aiuto di un compagno, si allunga troppo la sfera e l’azione sfuma. Ma il Benfica non resta a guardare, tutt’altro. Le rapidissime ripartenze dei rossi, con Markovic invasato che mette ogni volta in crisi Asamoah e Chiellini e Sulejmani che fa lo stesso sull’altro versante con Caceres e Licht, sono ficcanti e fanno ogni volta trattenere il fiato. Errori di mira in rifinitura salvano una Juve che dopo la mezz’ora, almeno, se la gioca, senza trovare però il guizzo giusto. Si va al riposo con la speranza di vedere un’altra squadra per gli ultimi 45 minuti di una partita in salita fin dall’avvio ma che non è affatto chiusa. Parte bene nella ripresa la Juve, spingendo soprattutto a destra con Licht e Pogba. Vucinic vede il corridoio giusto per l’incursione di Marchisio, il quale si defila e senza guardare crossa per la testa di Pogba, deviata in corner da Artur. Vucinic non supera il portiere con la testa sul taglio di Pirlo, Tevez guadagna solo un corner con un destro da fuori. Poi al 73 la magia dell’Apache. Asamoah tutto a sinistra serve arretrato Tevez. L’argentino con l’interno del destro finta il tiro e salta come birilli Luisao e Garay, si aggiusta la sfera e con freddezza secca tra le gambe il portiere per il fondamentale pari, mandando in soffitta cinque anni di digiuno in Europa. Purtroppo, seicento secondi e la bellissima finta di Cavaleiro libera il destro di Lima sotto la traversa che vanifica buona parte quanto di buono fatto nella ripresa e riporta il Benfica nuovamente in vantaggio. Due minuti e Markovic sfiora il palo con il destro, poi, proprio in chiusura, Marchisio sfrutta un’incertezza difensiva per trovarsi solo davanti ad Artur, che sventa con il piede. In pieno recupero è Chiellini a sciupare l’ultima occasione, svirgolando malamente di sinistro al termine dell’arrembaggio finale. Il triplice fischio dichiara solo una tregua. Tra una settimana a Torino questa Juve darà l’anima per giocarsi la finale dell’Europa League. 

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  1. Abbiamo giocato in 10.....grazie mirko......a mai più rivederti.....fabbry

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