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(2 marzo 2014) di ROBERTO SAVINO - Il pareggio interno della Roma contro l’Inter nell'anticipo del sabato, offre una ghiotta opportunità alla squadra bianconera per allungare in campionato. A San Siro, Conte schiera la migliore formazione possibile e, tra i titolari, a mancargli è il solo Chiellini, quasi completamente recuperato, sostituito a sinistra dello schieramento difensivo da Caceres. Ritmo alto fin da subito ed al 5° un destro di Taarabt trova l’attento Buffon che blocca sicuro. Sul rovesciamento di fronte, Marchisio viene steso al limite dell’area, l’arbitro non vede il fallo e concede una pericolosa ripartenza, sprecata dai rossoneri. Aggressivo, il Milan prende campo e conclude più dei bianconeri. Kakà al lato, Pazzini alto, Emanuelson largo, Buffon non è per ora impegnato, eppure i padroni di casa cominciano ad intimorire gli uomini di Conte. Al 16° una veloce verticalizzazione è preda di Llorente. Palla smistata a Tevez, il cui sinistro è troppo centrale. Si accende la partita che, ora, è bellissima. Due minuti e Tevez è un gladiatore a sinistra. Il suo traversone, svirgolato da Llorente, va dritto sul destro di Lichtsteiner, Abbiati si supera e sventa l’occasionissima. Il Milan non resta affatto a guardare, ed al minuto 26, al termine di un’insistita azione, va al tiro con Kakà. Buffon è grande, ma sulla ribattuta del brasiliano, Bonucci addirittura miracoloso. Spaventata dal vigore del Milan, i bianconeri accusano il colpo e rinculano preoccupati. Il destro di Montolivo è respinto in tuffo da Buffon, attento sulla fiacca girata di Pazzini al 40° ed in versione Superman quattro minuti più tardi sul destro a giro di Kakà. Poli alza in curva la respinta di quest’ultima conclusione e, quando tutti i tifosi di Madama non aspettano altro che arrivi il riposo che rinfreschi le idee, giunge l’inatteso colpo di kung fu che tramortisce l’avversario. Marchisio si incunea in area, anticipa Abbiati, va verso l’eterno, si gira, alza la testa e serve Tevez rasoterra. L’argentino con un tocco libera a destra Lichtsteiner sulla corsa. Lo zuccherino dello svizzero verso il centro area è raccolto senza complimenti da Llorente, che di piatto deposita in rete il gol dell’inaspettato vantaggio. Tutti negli spogliatoi, con la Juve che deve dimenticare il gol fatto e riflettere sul miglior modo per ribattere ad avversari molto in palla. Ed il destro di Tevez in apertura di ripresa, parato a terra da Abbiati, è di buon auspicio in questo senso, ma si rivela un fuoco di paglia. Soffre tanto la Juve la freschezza atletica di un avversario che, nel palleggio, le è superiore. Pirlo è spento, Pogba sembra un pulcino bagnato, ma quando la sassata di Tevez da 25 metri si infila sotto la traversa, tutte le angosce vanno in soffitta, ed arriva un raddoppio pazzesco, mai così opportuno ed assolutamente prezioso, anche perché gela le intenzioni di un ottimo Milan che, non a caso, accusa il colpo. La sventola di Emanuelson al minuto 80 è sui pugni di Buffon in volo, mentre tre minuti più tardi Bonera trova finalmente il modo di fermare Tevez, abbattendolo. La punizione di Pirlo scheggia la traversa. Pogba, al minuto 83, si scuote dal torpore e stampa la base del palo con un bel destro dalla distanza, poi, sul legno di Robinho in pieno recupero, arriva l’ennesima vittoria di una squadra mai così cinica nell’era Conte, ora solissima in testa alla classifica con 69 punti, ben 11 in più della seconda, la Roma, che la insegue con una partita da recuperare.

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  1. maggiore sofferenza...maggiore godimento.........bella serata.........fabbry

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