Image Cross Fader Redux

(9 marzo 2014) di ROBERTO SAVINO - Anche questa, come altre, è una sfida che va al di là dei tre punti, tanto più che, da riscattare, c’è l’inspiegabile black out  della sfida d’andata, costato agli uomini di Conte l’unica sconfitta, fin qui, in campionato. La fase di studio dura si e no 120 secondi, poi la Juve si impossessa della palla, nascondendola ad Aquilani e compagni. Già al 5°, un Tevez gagliardo, strappa in tackle la sfera a Pizarro, Llorente gliela restituisce, per un sinistro deviato in corner. Dieci minuti ancora e, nel giro di sessanta secondi, Lichtsteiner e l’Apache, entrambi con il mancino, non inquadrano la porta al termine di veloci ripartenze. Asamoah e lo svizzero, più il primo, sono ricercatissimi dalle aperture di un Marchisio mai come oggi dal piede morbidissimo, in campo con il compito, ottimamente eseguito, di non far rimpiangere lo squalificato Pirlo. Piovono così traversoni, sempre respinti dalla guardinga retroguardia viola, ma non c’è proprio partita. Lichtsteiner, al minuto 26, crossa per Asamoah il cui sinistro, deviato da Aquilani, è respinto da Neto a mano aperta. Tre minuti e Barzagli alza il proprio baricentro, scodella da destra verso il centro, trovando la sponda di Llorente per Pogba. Stop di coscia e destro, alto, denotano una Juve oggi perfetta fino alle imprecise conclusioni. Dietro continua a non passare uno spillo ed al 37°, sul corner di Tevez, la palla attraversa tutta l’area nell’attesa di una deviazione bianconera, che risulta vana. Poi, al minuto 42, il lampo accecante che sblocca la partita. Asamoah da sinistra, con un magnifico gioco di sinistro si sbarazza di Cuadrado, mandando contemporaneamente fuori giri Aquilani, ed accentrandosi quel che basta per scoccare un bolide con il destro in diagonale, per lo stupendo e meritato gol che vale il vantaggio, mandando tutti negli spogliatoi per il riposo.  La rete di Diakitè vanificata dall’off side all’inizio della ripresa, è il segnale che il secondo tempo non sarà una passeggiata. Ed infatti, l’unica vera occasione per il raddoppio, giunge al 57°. LLorente ruba palla e la porge a Tevez, bravo a sgusciare tra le maglie viola, molto meno a restituire palla allo spagnolo, anticipato facile da Neto. Sale sempre più la Fiorentina, cercando di sfruttare le debolezze che, a volte, vengono evidenziate dai bianconeri – a partire dalla gara giocata al Franchi – quando la ripresa entra nel vivo. Il centrocampo regge a fatica ed arrivare dalle parti dei difensori è ora, per i ragazzi di Montella, molto più semplice. Gomez gira a lato di testa, Vargas ci prova con il sinistro, alto, ora la gara è in mano ai viola, alla disperata ricerca di un pareggio che potrebbe arrivare da un momento all’altro. Vargas sfugge a Barzagli, testa di Matas appena entrato e traversa piena con Buffon immobile. E’ il brivido più intenso che ne anticipa un altro quasi in chiusura di partita. Sul lungo traversone dalle retrovie, Buffon intuisce prontamente lo scivolone di Barzagli, stoppa con il petto fuori area e spazza via, facendo esplodere lo Stadium in apnea, come se la Juve avesse segnato il raddoppio. Con una percussione, Pogba guadagna punizione e metri, facendo rifiatare una squadra in piena sofferenza. In pieno recupero, Padoin lo imita bravissimo, tenendo su palla e meritandosi un calcio da fermo che fa scorrere i secondi, fino a quello che precede l’attesissimo triplice fischio, che regala ai bianconeri un’altra preziosissima vittoria.   

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