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(17 febbraio 2014) da Juventibus.com - Il carattere di Conte lo conosciamo: è uno che dice sempre quello che pensa, che non le manda a dire e che soprattutto mette al primo posto il suo gruppo di lavoro e la sua professionalità. Su questi due aspetti (su altri ci scherza, come i capelli ecc) gradisce in generale poco le critiche e, ancora meno, le sopporta se provengono da sui colleghi.
Non era difficile prevedere
perciò che, ad un'entrata scomposta di Capello, avrebbe risposto (nel post-partita di oggi, non avendo parlato nel pre) per le rime. Queste frasi (a proposito della revoca della giornata di riposo dopo il pari di Verona, a mo' di "punizione"), in particolare, pronunciate una settimana fa, deve essersele segnate nell'agendina: "Non sono mai stato per questo genere di cose, castighi non ne ho mai dati. Non fa parte del mio modo di pensare''.
Ad aver dato fastidio, conoscendo Conte, non è stato tanto il tono della dichiarazione (anzi piuttosto tranquilla), quanto l'inopportunità di aver commentato il lavoro di un collega (Capello non è mica un giornalista in pantofole: è ancora allenatore) e di aver analizzato le sue scelte non avendo mai messo una sola volta piede a Torino e non conoscendo eventuali problematiche, sviluppi, ecc.
Cosa gli ha risposto oggi Conte, in tv? Parola per parola, questo.
SKY
Conte: (Parlando della possibilità di vincere uno storico terzo Scudetto di fila….) “Io quando vedo che ci potrebbero essere degli spiragli in cui ci si sente un po’ più tranquilli io inizio a tenere alta l’attenzione. Faccio bene o faccio male? Questo lo lascio giudicare agli altri. Mi piace che anche gli altri parlino di me, se faccio bene, se faccio male… Io ascolto tutti, rispetto tutti, anche quelli che dicono delle grandissime fesserie, ma li rispetto.”
D’Amico: “Eh, bravo… quali?”
Conte: “Uno non può fare una cosa (l’annullamento di una giornata di riposo, ndr) che si fanno i refendum a 360° e si chiede a destra e a sinistra se ha fatto bene, se non ha fatto bene, se ha dato una sculacciata, se invece (non si sente). Questo ormai è il calcio in Italia…”
(risate della D’Amico e di Mauro)
Conte: “Ripeto: a me viene da sorridere perché poi parlano anche persone di un certo livello, ecco. E io rimango sbalordito su questo, ecco. Se chiedessero a me queste domande su altri non entrerei proprio nel discorso e direi: guarda, fai una domanda seria…”
D’Amico: “Ahhh… si sta riferendo a Capello, che ha commentato la situazione in casa sua!”
Conte: “No ma io mi riferisco un po’ a tutti quelli che vogliono fare i maestri senza conoscere l’ambiente di casa degli altri, ecco. Quindi preferirei si facessero più i fatti loro perché sarebbe più opportuno guardassero in casa loro, magari c’è più puzza in casa loro che in casa degli altri.
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Porrà: “Quando Capello dice che questo campionato non è sufficientemente competitivo per voi, che non è allenante perché siete troppo superiori, che riflessioni fare? Ci si iscrive in Premier? In Bundesliga? Che si fa?”
Conte: “Ma sì, secondo me l’anno prossimo chiedo al presidente mio di iscriverci al campionato inglese! (sarcastico!). Io penso che a qualcuno che fa queste affermazioni dia fastidio che questa Juventus forse stia superando nei punti e nei numeri quello che ha fatto in quei due anni. Anche perché, ripeto, io mi ricordo di quelle due squadre perché hanno vinto lo Scudetto ed è stato revocato, ecco. Poi non mi sembra ci sia grande gioco o siano Juventus memorabili che… Io mi ricordo la Juventus di Lippi, la Juventus di Trapattoni… La Juventus di Capello mi ricordo perché ha vinto e sono stati revocati i due Scudetti ecco, per quello mi ricordo.
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Conte: “Quello che ho fatto per Giovinco lo farei per Peluso, lo farei per Tevez, lo faccio per tutti i miei calciatori: guai a chi tocca i miei calciatori. Guai”
Callegari: “Questo vale anche per Capello, insomma che… eh…”
Conte: “Per tutti vale”
Callegari: “Ma le cose che ha detto lui… mi sembrava un assist quasi, alla Juventus. Quando ha detto che è il livello del campionato che non le permette di essere poi totalmente competitiva in Europa”
Conte: “Eh ma quando parlano i guri noi dobbiamo stare zitti e ascoltare… e ossequiare, ecco.”
Callegari: “Non le sono piaciute insomma queste parole?”
Conte: “Ma no, ma ognuno è libero di esprimersi come vuole. Stranamente, spesso e volentieri Capello viene tra virgolette a mettere il becco in casa di altri. Io gli direi: guarda a casa tua, ecco.”
Callegari: “Vabbè, è stato anche alla Juventus, lui. Quindi magari è affezionato pure, no?”
Conte: “Si, ha vinto due Scudetti, ma nessuno si ricorda di cose così… emblematiche… Mi ricordo la Juventus di Lippi, mi ricordo la Juventus di Trapattoni, non mi ricordo la Juventus di Capello… non mi ha impressionato in quei due anni, ecco. Aveva la Juventus più forte però a livello di gioco non mi ha impressionato. E pure in quei due anni Capello è riuscito ad uscire con quell’armata nei quarti di finale, ecco. Quindi… Io mi guarderei bene prima di dire delle fesserie, ecco”.
Callegari: “Uh. Sisi poi i suoi due Scudetti sono stati anche cancellati dalla storia, quindi…”
Conte: “No quella è una grande stronz... Quella è una grande fesseria, scusate. Perché era una squadra che ha stravinto sul campo e ha meritato di vincere sul campo e ha stravinto, quindi…”
Insomma la critica è tutta al modo di giocare di Capello, che si era fatto i fatti di Conte bacchettandolo per la "punizione" post-Verona. Quando dice che ricorda la Juve di Lippi e quella di Trapattoni si riferisce al modo di giocare. Quella di Capello no. Quando dice che i due Scudetti di Capello resteranno nella storia (per lui) solo per quanto successo con Calciopoli, quindi, non vuol dire che siano stati immeritati, ma che non resteranno nella storia (come quelli di Lippi e Trapattoni) per il modo di giocare di quella Juventus, nè per i risultati ottenuti (l'eliminazione fuori dall'Italia).
Quello che troverete nei tweet sarcastici di alcuni giornalisti, nelle homepage della maggioranza dei giornali online e, temo, nelle prime pagine di domani, sarà invece un attacco ai due Scudetti di Capello con sottolineatura drammatica della parola "revocati", come se Conte avesse voluto dire che la Juve li vinse rubando. E' quella l'unica cosa dell'intera polemica che interessa per fare la notizia e i titoli. Le stronzate, come ha detto Conte. Il livello quello è. Voi, però, da bravi, fatevi una bella risata. E' l'unico rimedio.

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