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(16 febbraio 2014) di ROBERTO SAVINO - L’obiettivo della strigliata alla squadra di mister Conte nel lunedì successivo allo sciagurato pareggio di Verona, è stato quello di scuotere tutti prima che sia troppo tardi, tenendo sulla corda i giocatori della rosa, nel tentativo di ridestare motivazioni un po’ appannate dal cammino travolgente in campionato. Perché questa Roma che la insegue in classifica, sta superando se stessa e viaggia ad un ritmo forsennato se non uguale, almeno paragonabile a quello dei bianconeri, tanto da impedire loro di concedersi distrazioni. Occhi aperti, quindi, poiché la strada che conduce al tricolore è ancora lunga, per un gruppo peraltro atteso a breve da ulteriori fatiche supplementari, quelle che inevitabilmente gli deriveranno dalla partecipazione in Europa League. Ecco perché, la sfida al Chievo di quest’oggi, nasconde insidie invisibili all’occhio del tifoso medio, tanto più che andrà affrontata con un undici lontano da quello tipo. Barzagli e Chiellini alzano bandiera bianca, e le loro maglie di titolari vanno sulle spalle di Caceres e Ogbonna. Lì in mezzo, l’opaco Pogba degli ultimi tempi concede spazio a Marchisio, mentre davanti l’occasione è offerta a Giovinco, con Tevez che ricarica le sue pile accomodandosi in panchina. I due tiri verso la porta di Agazzi nei primi 10 minuti, un sinistro di Llorente ed un destraccio di Pirlo, entrambi alti, contro il nulla dei veneti, sembrano il prologo ad una partita noiosa. Ad accenderla, in un pugno di attimi, ci pensa un folletto ghanese al minuto 17. Con uno spunto irresistibile, Asamoah salta come birilli un nugolo di maglie gialloblù strettissime, chiama il triangolo a Llorente e, ricevuta la palla di ritorno, se l’aggiusta sul mancino per scagliare dai venti metri un fulmine arrotondato che incenerisce Agazzi per l’1 a 0. In campo, come spesso accade, solo la Juve, con gli ospiti spettatori non paganti ad ammirare le trame di gioco avversarie. Nei pochi sussulti, gli uomini di Corini trovano in Vidal un guerriero oggi vestito con tanto di usbergo. E’ il 25° quando Giovinco è cinturato da Radovanovic, ma Valeri fa proseguire. Passano 4 minuti e Vidal conquista una punizione dai 28 metri. La maledetta di Pirlo rimbalza a tre metri dalle mani del portiere e la sua respinta affannosa è preda del tap in di Marchisio, bravissimo ad anticipare tutti e raddoppiare. Gioca in scioltezza la Juve che però, nel restante quarto d’ora di prima frazione, resta sorniona, con Marchisio, galvanizzato dalla rete, che raggiunge i livelli del compagno cileno nella fase di interdizione. Tre minuti e l’uscita di Buffon sui piedi di Pellissier suona come un campanello d’allarme sulla piega che può assumere la ripresa, appena mitigato dalla punizione di Pirlo deviata quasi nella sua porta da Thereau. Ed infatti, allo stesso minuto del gol di Toni nella giornata precedente, un rinvio maldestro di Lichtsteiner sulla natica di Caceres, beffa Buffon e riapre clamorosamente la partita. Scotta ora la palla ed al 55° la botta a colpo sicuro di Pellissier trova il corpo Bonucci, immolatosi nell’occasione per sventare il pericolo. La paura dura qualche attimo. Due minuti due e Pirlo tenta direttamente la conclusione con un calcio da fermo dall’estrema sinistra, guadagnando un angolo per l’opposizione di Agazzi. Mozart calcia perfetto dalla bandierina nel cuore dell’area piccola, Llorente spunta tra una selva di teste avversarie, depositando in rete e ristabilendo le distanze. Da ora al minuto 87, con la conclusione di Marchisio da pochi passi deviata dalle gambe del portiere, solo un sinistro largo di Giovinco. Al 90° arriva la 20° vittoria della Juve su 24 giornate, ora a 63 punti in classifica. Per mister Conte, alla 100a panchina in campionato in due stagioni e mezza, la 70a vittoria, condita da 24 pareggi e soltanto 6 sconfitte, per uno score che ora può dirsi davvero impressionante.


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  1. Stavolta non ho niente da dire. Preciso solo che a me gioperdo non piace non è mai piaciuto per cui tutto sto attaccamento da parte di Conte lo trovo fuori luogo. Capisco che è un giocatore della Juve e lui ha il dovere di difenderlo ci mancherebbe però...tutto questo attaccamento, ripeto, mi sembra eccessivo. Lo vendesse così accontentiamo tutti...lui e noi. Lichsteneir 10 e lode come sempre

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