Image Cross Fader Redux

(10 febbraio 2014) di ELISA TERRONI - Esiste una patologia rara, definita scientificamente con il termine di Sindrome di Kleine Levin”, provocante stati prolungati di sonno per giorni o, addirittura, settimane. Gli attacchi possono arrivare all'improvviso, in qualsiasi momento e senza avvisaglia alcuna se non un forte mal di testa. Sono molto pochi nel mondo i soggetti colpiti da questo disturbo per il quale, attualmente, non è stata individuata alcuna cura. Potrebbe essere questa una delle motivazioni che hanno portato Madama a subire un vero e proprio black out mentale che ha scardinato in un amen il suo organizzatissimo meccanismo tattico in quel del Bengodi. Ubriacante e perfettamente incisiva nel primo tempo quanto remissiva e confusionaria nella ripresa, la Juventus pare aver smarrito nell'immediato quella cattiveria agonistica che le è propria da ben tre stagioni, un vero e proprio oscuramento di cui si erano già intravisti alcuni indizi nel match disputato contro l'Inter. Scontata la reazione stile “Incredibile Hulk” di Mister Conte che, lo ricordiamo, valse la sveglia dopo il capitombolo di Firenze. Legnata morale amplificata dalla manifesta incertezza della titolarità che investe l'intera rosa. Bagno di umiltà, l'ha definita il tecnico leccese e, ne siamo convinti, tale sarà, come esternato amaramente da Carlitos Tevez per cui la conquista dello scudetto ottenebra qualsiasi altro records personale. Del resto, poco si può rimproverare ad una compagine che dall'inizio dell'attuale stagione ha mietuto primati e incassato punti a go-go, subendo al momento una sola sconfitta e tre pareggi. L'undici bianconero non è certamente composto da robots programmati per non perdere colpo alcuno. Qualche sirena maldicente e uno sparuto gruppo di tifosi dai nervi fragili già gridano alla disfatta, benché il margine di vantaggio dalla diretta inseguitrice sia rimasto praticamente invariato. Palese è la constatazione che ripetersi nell'impresa risulti notevolmente più complicato, tuttavia, ciò rappresenta il bello dell'eterna sfida, fuoco perpetuo alla base della gloriosa storia della Vecchia Signora da sempre temprata ai confronti vittoriosi. Tuttavia, onde evitare che la “Sindrome della Bella Addormentata” diabolicamente persista trasformandosi in una disfunzione cronica la cura è nota: Il famigerato “bastone e carota” di matrice contiana potrà agevolare la compagine juventina nel ritrovare il proprio karma vincente, riportando sui giusti canoni della concretezza la struttura portante del gioco, scevro da quei leziosismi inutili e dannosi su cui hanno eccessivamente insistito Pogba e Vidal, o le sbavature di una difesa oltremodo lontana dal dimostrarsi lucida negli interventi di chiusura sull'avversario. Ed a proposito di difesa, i consigli per gli acquisti in vista della prossima sessione di mercato potrebbero vertere proprio sul reparto arretrato. Investire soldini su un difensore realmente di spessore capace di non far rimpiangere l'assenza di Barzagli, o un infortunio improvviso di Chiellini, non costituirebbe una cattiva idea. Caceres a parte (che non deve ormai dimostrare alcunchè), Peluso non ha ancora dato concreta prova di essere “uno da Juve” mentre Ogbonna gioca con risicata continuità per poter memorizzare appieno gli schemi tattici di Conte. Naturalmente, per l'individuazione del predestinato lasciamo la parola, e soprattutto l'azione, alla comprovata abilità dei “capoccia” della Juve.

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  1. Ci vuole il solito Conte insomma...per far svegliare questa Bella Addormentata!
    Gran post!!

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