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(18 dicembre 2013) di ROBERTO SAVINO - Juve rivoluzionata per l’impegno infrasettimanale contro l’Avellino, valido per l’accesso ai quarti di finale della Coppa Italia. Contro gli irpini, squadra militante nella serie cadetta, Conte regala spazio alle seconde linee, ossia a coloro che hanno avuto meno occasioni di mettersi in mostra in questo primo scorcio di stagione. Per loro, l’imperativo categorico è quello di sfruttare l’occasione per guadagnare punti nel borsino del mister. I campani, sfrontati, partono con il piglio giusto, ma nulla di più. Sette minuti e Togni perde banalmente un pallone dove proprio non si deve. Ad approfittarne è Quagliarella, il quale gira su se stesso ed al limite dell’area serve a sinistra Giovinco, appostato appena dentro. Controllo e tiro a giro sul secondo palo del numero 12 bianconero sono una chicca e la Juve va in gol. Sono sciolti i bianconeri, non snobbano l’impegno e, seppur a tratti, regalano lampi di bel gioco. Pronto a servire bello caldo un bel bis, Giovinco dalla destra calcia una punizione tagliata verso il centro dell’area. A spuntare tra le maglie verdi è Caceres, bravo in scivolata a mettere la palla alle spalle di Di Masi. L’Avellino, con onore, fa quel che può. Sull’ottima giocata di Zappacosta, Castaldo ha sulla testa la chance di riaprire il match, ma la spreca a lato. Quindi, al minuto 34, De Ceglie conquista un calcio da fermo sulla sinistra. Sul traversone della formica atomica è lestissimo Quagliarella ad anticipare tutti con la testa e fare tris (16° minuto). Nonostante le urla di Conte facciano a gara con quelle dei, comunque, festanti tifosi irpini stipati nel loro spicchio di curva nord, da ora è pura accademia. Comincia la ripresa ed Herrera con il sinistro scalda i guantoni di Storari. Il ritmo è bassissimo, la Juve sbaglia qualche appoggio di troppo e l’Avellino prende coraggio con buone trame di gioco che, puntualmente, si esauriscono in prossimità dell’area dei Campioni d’Italia. Sorniona, la Juve è molto pericolosa con una punizione dal limite di Quagliarella, preda in due tempi di Di Masi. Il vero protagonista resta il mister bianconero, sempre sul pezzo nel dare accorgimenti tattici ai suoi ragazzi e nell’esortarli a mantenere alta la concentrazione. Motta incorna potente ma centralissimo un corner di Giovinco e Di Masi prova i suoi riflessi, poi debutta Bouy che prende il posto di un brillante Asamoah e si scalda, tra i cori dei suoi tifosi, Simone Pepe, il quale, finalmente, al minuto 82, sostituisce Giovinco tra scroscianti applausi, mentre Lichtsteiner rileva Motta. E’ finita da un pezzo la partita e l’ultima occasione, su preziosa verticalizzazione di Marchisio, è proprio dello svizzero con un sinistro in corsa, largo. Il 3 a 0 sul velluto, racchiuso tutto in poco più di mezz’ora di gioco, la prima, qualifica i bianconeri per i quarti di finale della competizione nazionale. La sfidante uscirà dal match del 9 gennaio 2014 tra Roma e Sampdoria.  

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