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(14 dicembre 2013) di ROBERTO SAVINO - Se vi aspettate una notte di Champions, con annessa musichetta, prato perfetto e majorette, bhè evidentemente, stavolta, avete sbagliato teatro.  Giunti fin qui in Turchia per contendersi non già la bella Ginevra, servita su un piatto gelato, è pronta per i bianconeri la cena delle beffe dell’omonimo dramma benelliano.  E dire che i turchi fin dal principio avevano avvisato tutti. Si gioca, vero eufemismo, nella Turk Telekom definita Arena di Istanbul. Mica  uno stadio, quindi, un’arena, giusto così, per richiamare gli antichi scontri tra gladiatori e leoni. Di football, nemmeno l’ombra. O meglio, giust’appunto 31 minuti, con uno sterile predominio dei padroni di casa ed un’occasione da gol creata e poi sciupata da Llorente, con palla che sfila larga alla destra di Muslera. Quindi, in 5 minuti, una bufera di neve mista a ghiaccio di proporzioni colossali costringe l’arbitro a sospendere la partita, mandando tutti negli spogliatoi. Il resto è storia. Ore intere per decidere la data per portare a termine la sfida, con gli juventini che, raminghi, girano la caotica Costantinopoli, metropoli di  circa 13 milioni di abitanti, per chi non lo sapesse, alla ricerca di un hotel che possa ospitarli. Questo è nulla, davvero nulla al confronto delle ruspe (!) che intervengono a stuprare la parte di campo che vedrà i bianconeri impegnati all’attacco per i tre quarti di minuti rimanenti, quelli decisivi, peraltro, nella prosecuzione fissata per le 15, no le 14, no le 13, no le 14, del giorno successivo. Basta, stop, null’altro da aggiungere. Oggi in campo, davanti a Buffon, in ordine sparso e mica tanto, dovrebbero schierarsi Gentile, Montero, Ferrara, Furino, Davids, Conte, Nedved, Ravanelli, Benetti e Vialli (No Pasquale Bruno, tu non meriteresti di giocare nemmeno questa, sia chiaro). Ma così non può essere, purtroppo, ed alla seconda vera occasione, nella prima Gigi è davvero bravo a dir di no a Drogba, l’ex interista Sneijder – chi meglio di lui per risolvere una sfida di fango e cartone –, prende d’infilata la difesa, ed all’88° minuto del nulla manda tutti in Europa League. Pazienza. Pazienza un corno. Mi si dirà che il mister avrebbe dovuto "proteggersi" negli ultimi 5 minuti. Vero e mica tanto, se evidentemente confidava in un pallone da tenere ben lontano dalle pozze amiche. Però una critica ci sta, ci mancherebbe. Mi si dirà ancora dei due pareggi iniziali del girone che han compromesso la classifica in modo irreparabile. Vero, verissimo e mica tanto. Ma scusate, non era forse questa un partita di Champions valida per l’accesso agli ottavi di Coppa? Valeva o no tre punti? Bhè, quella partita avrebbe dovuto essere giocata su un vero campo di calcio. Mi si ribadirà, insistentemente (magari da chi quella Coppa l’ha vinta con cinque pareggi di fila e come, ancora non si sa) dei due, pesantissimi, pareggi iniziali. Vero, verissimo e mica tanto. Non è stato forse proprio il Galatasaray a compromettere la qualificazione con l’inopinata sconfitta in Danimarca, salvo a riconquistarsela nel pantano casalingo? Mi si dirà, poi, che il campo era rovinato per tutti. A parte che stavolta non è vero, per il ruspa(nte) motivo che sappiamo. E poi, paragonare il gioco tarpato ai bianconeri rispetto a quello turco del “palla a Drogba” sarebbe davvero irriverente. Mi si dirà, da ultimo, che uno juventino non si lamenta mai. E questo è vero. Buona Europa League a tutti, con Finale a Torino, dove le serpentine, no, non più quelle di Camoranesi e Causio, funzionano eccome.

Le interviste - di Livia Principina Marchisio
Antonio Conte non può essere certo contento del mancato passaggio agli ottavi di Champions League. Dopo la buona prestazione della Juve ad Istanbul su un campo distrutto, commenta cosi la gara: «Non posso che fare i complimenti ai ragazzi che hanno dato tutto su un campo che per noi era più penalizzante, questo non è calcio. Mancini ha detto che non si doveva giocare? L’ho sentito e ho detto al delegato Uefa che ero d’accordo con lui, però nessuno ci ha ascoltato. Su un altro tipo di terreno sono sicuro che sarebbe finita in maniera diversa, loro sono stati più bravi a metterla in bagarre. Noi dobbiamo rimproverarci solo il fatto di essere arrivati a giocarci la qualificazione all’ultima giornata e oggi abbiamo capito che può davvero succedere di tutto. Ora ci rituffiamo in campionato e in Coppa Italia, pensando a queste tre partite prima della sosta. All’Europa League ci sarà modo di concentrarci più avanti, ma sicuramente l’affronteremo al meglio, così come abbiamo giocato la Champions».

Giorgio Chiellini dopo l'uscita dalla Champions League commenta cosi la gara: «Avremmo dovuto arrivare qui solo per una vacanza, invece abbiamo pagato i punti lasciati per strada a Copenaghen e all’andata con il Galatasaray quando ci siamo fatti raggiungere. Oggi non si è davvero giocato, non abbiamo potuto fare le cose provate in questi giorni. Si è visto ieri che fino alla sospensione non abbiamo mai subito un pericolo, oggi invece siamo stati puniti per un episodio. Siamo tutti dispiaciuti perché arrivare almeno agli ottavi di Champions era un obiettivo importante per il nostro percorso di crescita. Ora dovremo fare come il Chelsea l’anno scorso, è uscito peggio di noi dal girone eppure ha trovato la forza di rimettersi in discussione e ha vinto l’Europa League. Ora è prematuro parlare della finale di Torino, ci sono troppe partire da giocare, in più prima c’è da pensare al campionato e alla Coppa Italia».

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  1. Conte.....cambia modulo.......amen....fabbry

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