Image Cross Fader Redux

(24 novembre 2013) di ROBERTO SAVINO - Nella delicata trasferta di Livorno, Antonio Conte ridisegna il reparto difensivo, decimato da squalifiche ed infortuni, schierando Caceres a destra, il rientrante Chiellini nella sua posizione naturale a sinistra, ed affidando il ruolo di centrale a Vidal. Marchisio, ovviamente, rileva il posto del cileno a centrocampo, mentre lì davanti, le due punte sono Tevez e Llorente.  Juve con la palla tra i piedi fin dall’avvio, tra maglie amaranto strettissime che non concedono spazio e prima palla gol quando sono trascorsi più di 20 minuti dal fischio d’inizio. Sul traversone di Padoin, la torsione di Llorente spedisce la palla oltre la traversa. Contro otto uomini in linea a difesa della porta, bisogna sveltire la manovra, inventare qualche passaggio di alta qualità, ed invece i bianconeri insistono con un gioco in orizzontale che, il più delle volte, sfocia in filtranti prevedibili per attaccanti spalle alla porta e, nelle restanti, con cross (prevalentemente da destra), facile preda degli uomini di casa. Sull’unica ripartenza concessa ai bianconeri, Pogba spara dai trenta metri un destro violento, ma centrale, che Bardi devia in corner. Da ora, siamo al 32°, fino al termine della prima frazione, l’unica azione degna di nota è un assolo sulla sinistra di Asamoah, con mancino sul primo palo che impegna Bardi in angolo, l’ennesimo. Lì dietro, con Vidal perfettamente integrato nei meccanismi difensivi, si soffre pochissimo, ma per portare quest’oggi a casa la partita, servirà un secondo tempo veemente, ovvero un lampo che in  qualche modo la decida. In mancanza di entrambe le cose, la ripresa comincia sulla falsa riga dei primi 45 di gioco. A svegliarla, un netto mani in area di Ceccherini sul tacco di Llorente, che Massa non punisce con il sacrosanto penalty (58°). Ma la Juve non è solita attaccarsi a queste quisquilie, ed ora attacca a testa bassa. Asamoah è imprendibile ed invita il sinistro di Marchisio, respinto in angolo da una difesa amaranto sempre più in affanno. Ancora il ghanese, nel secondo tempo letteralmente trasformato, piroetta a centrocampo e poi serve Pogba largo a destra. Il traversone tagliato del francesino è girato splendidamente all’incrocio da Llorente con un destro al volo ed è 1 a 0 (63°). La reazione dei locali è tutta nel siluro di Emerson che sorvola la traversa. La Juve è ora padrona e Tevez, prima si guadagna da solo lo spiraglio per un diagonale, largo, quindi uccide il match. Pogba, ancora lui, da tre quarti vede Llorente a centro area e lo serve preciso. Lo spagnolo difende da campione la sfera e poi la tocca per Tevez per un rigore in movimento, che l’Apache non sbaglia ed è 2 a 0! (75°). Un (auto)palo di Coda nega il tris ai bianconeri che, al 90° minuto, possono festeggiare una vittoria importante quanto meritatissima, in un campionato che inesorabilmente sta delineando i veri valori delle squadre che lo compongono.    
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