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(27 novembre 2013) di ROBERTO SAVINO Senza vittoria non c’è domani. Con questo monito, mister Conte carica i suoi uomini prima della gara di Champions contro il Copenaghen. Barzagli e Lichtsteiner saltano anche questa ed al loro posto, nel 3 5 2, ci sono, rispettivamente, Caceres e Padoin. Sei minuti di studio e Bonucci da trenta metri pesca con un fendente Pogba, libero al limite dell’area. Lo stop del francese a rientrare è di classe, molto meno il tentativo liftato, facile preda di Wiland. Sorniona ed organizzata, la squadra danese corre pochi altri rischi. I bianconeri non pressano più di tanto e le azioni da gol latitano. Poi, superato il 15° minuto, la Juve comincia a crescere di intensità. Bonucci, Vidal e, soprattutto, Pirlo cercano a turno le scorribande a sinistra di Asamoah ovvero le sponde, di petto e testa, di Llorente, ma gli scandinavi son bravi a chiudere tutti i varchi. Quando però, al 28° minuto, Pirlo taglia il campo preciso, da destra a sinistra, per Pogba in piena area, Jacobsen interrompe il lancio con un braccio, regalando il penalty. Dal dischetto, Arturo Vidal trasforma con un interno destro potente e preciso sul quale Wiland nulla può, ed è 1 a 0. La manovra è fluida e Tevez guadagna una punizione da posizione interessante per il destro di Pirlo. L’esecuzione è una telefonata tra le braccia del portiere ospite. Ben più pericoloso è il liftato di Pogba, servito da Asamoah, di un soffio a lato che, di fatto, chiude la prima frazione. La sfida è da chiudere al più presto, fatto sta che, pronti via, ed il Copenaghen per poco non pareggia, con Caceres lestissimo a sbrigliare un mischione davanti a Buffon. E’ un fuoco di paglia. Pochi attimi e la Juve torna a macinare gioco. Tevez e Llorente sono mobilissimi e, ricercati costantemente dai compagni, sembra si conoscano da una vita, costruendo continui pericoli. Ed invece, al minuto 56, la doccia fredda. Vidal è leggerino nello sbarazzarsi della sfera a centro area, Llorente e Chiellini, disturbati da un danese, si scontrano tra loro, lasciando al destro del tutto solo ex Mellberg di punire oltremisura Buffon per l’1 a 1. Poco male. Due minuti due di smarrimento, quindi Llorente, servito spalle alla porta da Vidal, fa perno sullo stesso Mellberg che lo stende, risparmiando il rosso, ma non l’ulteriore, sacrosanto, penalty. Dagli undici metri ci va ancora Vidal il quale, stavolta, spiazza Wiland riportando avanti i bianconeri (60°). Altri tre giri di lancetta, ed il destro di Pirlo è magico nel trovare Pogba libero a sinistra, il cui traversone morbido sul secondo palo è per il terzo tempo di Vidal. Il suo soffice colpo di testa prende in controtempo il portiere ospite e fa 3 a 1. Pirlo, partita deliziosa la sua, fa solo un errore in partita, consentendo a Toutout di soffiargli la sfera ed impegnare Buffon in corner (66°). E’ l’inizio della fine di una sfida che non ha più molto da dire. La Juve cala opportunamente il ritmo, controllando così meglio il gioco ed il risultato che, non a caso, non cambia più. A Torino è 3 a 1 mentre a Madrid il Real si sbarazza, in dieci uomini, del Galatasaray per 4 a 1. Ad un turno dal termine del girone, la classifica recita: Real 13, Juventus 6, Galatasaray e Copenaghen 4. Nell’ultima ad Istambul, i bianconeri avranno due risultati su tre per qualificarsi, come seconda, agli ottavi di finale della massima competizione continentale.

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