Image Cross Fader Redux

(2 ottobre 2013) di ROBERTO SAVINO - Recuperato in extremis Tevez dopo la brutta botta rimediata nel derby, la formazione che affronta i turchi è, in pratica, quella titolare, con Vucinic di fianco all’argentino. Troppo compassata anche quest’oggi, la Juventus sfoggia un calcio scolastico ed alla fine troppo prevedibile per avversari ben messi in campo e aggressivi il giusto, così la prima occasione capita tra i piedi di Drogba, con un velenoso sinistro sul primo palo, respinto da un attento Buffon. Vucinic su un allungo si procura uno stiramento ad una coscia ed è costretto a lasciare il proprio posto a Quagliarella (26°) il quale, tempo due minuti, e si avventa su un cross basso dalla sinistra di Tevez. Spinto vistosamente dal suo marcatore, lo stabiese si vede negare un penalty sacrosanto e l’azione sfuma. Sale di un pizzico l’intensità della sfida e Pirlo comincia a tagliare palloni per le incursioni di Lichtsteiner, ma i bianconeri sono ancora troppo prevedibili. Al minuto 36, il solito patatrac. Bonucci è troppo leggero nel retropassaggio a Buffon. Ad incunearsi è lo spietato Drogba che anticipa il portiere e deposita in rete. Si complica maledettamente la sfida, che Asamoah cerca subito di raddrizzare con una rapidissima discesa ed una sfera messa in mezzo per Tevez, anticipato al momento del tiro (37°). Tre minuti ed un siluro dell’argentino dai 25 metri non trova lo specchio della porta, quindi proprio in chiusura di tempo la girata di Quagliarella su cross basso di Lichtsteiner trova le braccia di un tranquillo Muslera. Finisce un bruttissimo primo tempo per i bianconeri, giocato senza ritmo né intensità contro avversari solo ordinati e per nulla trascendentali. Serve una scossa nella ripresa se non si vuol compromettere il cammino nella massima competizione europea. E la ripresa comincia con Isla al posto dell’acciaccato Lichtsteiner, ma non per merito suo finalmente si vede un accenno di vera Juve. Asamoah prova un esterno sinistro troppo alto per impensierire Muslera. Guadagnano campo gli uomini di Conte i quali, però, si scontrano sistematicamente sulla muraglia turca. Allora i ragazzi provano con tiri dalla distanza, ma quelli di Quagliarella e Vidal sono velleitari. Non quelli di Vidal al volo, il primo sugli sviluppi di un corner e l’altro dai 25 metri, di poco alti. Prova il tutto per tutto Conte, ed inserisce Llorente al posto di Bonucci, passando praticamente a 2 in difesa (68°). Lo spagnolo svetta subito altissimo su un traversone di Asamoah e la sfera vola alta (70°). Otto minuti e Quagliarella, atterrato secco in area, guadagna un penalty che Vidal trasforma con un destro secco sotto la traversa. E’ forcing da ora. Confuso, disordinato, disorganizzato ma, comunque, forcing. Finché Pirlo non telecomanda dalla destra un pallone d’oro per la testa di Quagliarella che da centro area non perdona. E’ il 2 a 1 per i bianconeri che, purtroppo, non durerà più di un minuto. Un traversone da centrocampo e Drogba smista a sinistra per l’accorrente Umut Bulut. Sono 20 minuti che la Juve gioca a due lì dietro, ma questo è il primo affondo che li mette alla prova. Ed il collaudo è disastroso se è vero che il turco, senza pensarci due volte, prende il tempo a Barzagli e fredda Buffon per un 2 a 2 che complica tantissimo il cammino europeo di una squadra troppe, troppe volte costretta a recuperare, che lo meriti o no, risultati a partita iniziata.

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