Image Cross Fader Redux

(8 agosto 2013) di GIANLUCA SCATENA - Il calcio d'agosto ha i suoi aspetti positivi e negativi. E' bello perché permette di assaporare i primi schemi, quelli che il mister prova in ritiro senza spifferare niente a nessuno; è bello perché inizia a cancellare i dubbi che a luglio attanagliano il solito tifoso impegnato sul toto-modulo; è bello perché si vedono scorrazzare sul prato verde i nuovi acquisti della squadra, con quella maglia che tanto si ama e per la quale si pretendono massimo rispetto e impegno.
E' bello per questi aspetti marginali, ma in fondo non ha sensatezza razionale. Di fatto, non si può fare il prospetto di una stagione in base ai risultati estivi. I motivi sono sempre gli stessi, li hanno elencati molte volte anche i giornali, sebbene loro ci abbiano aggiunto quella dose di “fede” che nell'informazione non può far altro che male.
Ecco, magari si perdono punti nell'appeal internazionale. Ma quanti? Non siamo mica gli unici a sapere come queste siano semplici amichevoli e che (mi metto pure in difesa delle altre, guarda un po'...) in Italia la preparazione inizi in ritardo rispetto al resto d'Europa. Ci si aggiunge, in più, il fattore “pesantezza delle gambe” ed ecco un miscuglio di impedimenti che rendono più difficile la riuscita di risultati positivi.
Insomma, siamo qui a criticare la squadra per un avvio stentato, come lo saremo tra qualche mese, precisamente a gennaio/febbraio, quando ancora una volta la rosa bianconera soffrirà il carico di carburante imposto da Conte durante la pausa natalizia e quando, in egual modo, i tifosi inizieranno a chiedersi se davvero la Juve possa giungere alla vittoria. E inizieranno ad avere paura, non ricordandosi di come questo sia avvenuto anche nei due anni precedenti, poi conclusi con le celebrazioni del 30esimo e del 31esimo.
A dispetto delle solite chiacchiere, la reputazioni si costruisce dalle vittorie importanti e non da una “Guinnes International Cup”, dove in palio c'è forse qualche birra nera e, per di più, sgasata! Chiedetelo agli inglesi della parte dei Gunners, che dopo questo biennio bianconero hanno preso in considerazioni l'ipotesi di “copiare” il centrocampo da loro stessi riconosciuto come MVP. In pratica, i giornalisti/bloggers di Gunnerstown.com consigliano a Wenger di modellare il suo gioco in base a quello generato dal trio Marchisio-Pirlo-Vidal, con due “tuttofare” ed un regista che ha spazio per smistare. Una cosa che forse non succedeva dall'era Lippi e di cui noi possiamo vantarci, altro che Guinnes Cup...

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