sabato 4 maggio 2013


di "ELDAVIDINHO" - 80 punti in 34 partite e il 31° scudetto a un solo punto di distacco. Nell’ormai celebre 5 maggio, a 11 anni di distanza dall’inatteso e inaspettato 26esimo scudetto, la Juve si appresta a festeggiare quello che è uno scudetto strameritato in un campionato stradominato, dopo quello straordinario vinto lo scorso anno. Un exploit senza il favore dei pronostici e dopo due settimi posti deludenti. Come ci tiene a ribadire spesso il mister, in Italia non è facile ripetersi e quest’anno è stato compiuta un’impresa della quale nessuno si rende conto, dal momento che sembra che tutti si siano dimenticati dei mesi in cui la Juve ha dovuto giocare senza mister in panchina, squalificato ingiustamente nell’ambito del processo sul calcioscommesse, parentesi stagionale che ha visto, però, la Juve macinare più punti di quanti ne abbia fatti con lo stesso mister in panchina. Ma questo, sino a Gennaio, non ha fermato la Juve che, a parte le due sconfitte con le milanesi, è campione d’inverno e stabilisce un nuovo record: 94 punti nell’anno solare 2012, meglio della Juventus di Capello. Poi il difficile mese di Gennaio, con qualche passo falso di troppo. Rimonte avversarie contro Parma, Lazio nell’andata di Coppa Italia, Genoa, Sampdoria, quest’ultimo match che culmina in una sconfitta interna, la terza stagionale. Tutti passi falsi dovuto ad errori individuali e tattici molto simili, ad un periodo di forma d’appannamento fisico legato ai carichi di lavoro contiani del ritiro invernale e alle partite di Champions che, lo scorso anno, non c’erano. Poi gli “orrori” arbitrali che hanno fatto sbottare il mister e tornare in mente la “brutta aria” che, di questi tempi, tirava anche la scorsa stagione. Sequenza di rigori negati con la Sampdoria, con la Lazio e col Genoa, quando il clamoroso mani di Granqvist e il “Non me la sono sentita” dell’arbitro Guida scatenano l’ira di una squadra che si ritrova con le squalifiche di Conte, Marotta, Chiellini e Bonucci. Banti nega altri tre rigori nel ritorno di Coppa Italia con la Lazio. La Juve perde 2-1 e dice addio alla finale di Tim Cup. Il fatto che nell’aria si respirasse “un’esagerata voglia di Napoli, con rigori per i partenopei che fioccano al San Paolo”, non ha permesso all’Italia antijuventina ed agli uomini di Mazzarri di raggiungere in classifica i bianconeri che, nello scontro diretto del San Paolo, pareggiando per 1-1 suggellando, raffreddando,  congelando e conservando in classifica i 6 punti di distacco che mettono fine ai sogni di gloria avversari. Sette giorni dopo, i punti di distanza diventano 9. Con la serie di 7 vittorie consecutive, la Juve vendicate le due sconfitte dell’andata con le milanesi e si porta a +11 da un Napoli che non regge il passo. I 4 gol di Vidal contro Lazio, Milan e Torino potrebbero chiudere con 3 giornate d’anticipo la pratica Scudetto, escludendo la partita col Palermo, e puntare ancora altri record: i 92 punti totali per superare i 91 della Juve di Capello del 2006, le 11 vittorie consecutive per superare le 10 della Juve del quinquennio, maggior distacco sulla seconda per battere la Juve di Lippi del 95. Ed entrare, oltre che nella storia, nella leggenda. La missione parte(o continua?) col Palermo.
Il bilancio degli incontri tra Juventus e Palermo giocati a Torino parla di 17 vittorie, tre pareggi e quattro sconfitte. Quella con i rosanero è sempre stata una sfida ricca di gol, tanto che non si è mai verificato il risultato di solito più frequente, cioè l’1-0. Il punteggio ricorrente, capitato cinque volte, è il 2-1. E la serie parte curiosamente proprio il 5 maggio, data dell’incontro di domenica prossima. In quel giorno, nel 1935, i bianconeri prevalgono dopo essere andati sotto per effetto di una rete di Blasevich. La Juve pareggia dopo appena tre minuti con Varglien II, per poi andare a conquistare la vittoria a un minuto dalla fine con Cesarini (il giocatore che dà il nome proprio alla zona temporale degli ultimi istanti di gara). Anche il secondo 2-1 vede risolutiva un’azione nei minuti conclusivi: è Giampiero Boniperti a mettere la firma decisiva nella sfida del 1953. Nel 1960, Boniperti apre le marcature. Pareggia poi Carpanesi e segna a fine primo tempo Colombo. Da notare che sulla panchina siciliana c’è Cestmyr Vycpalek, ex giocatore juventino e futuro mister che conquisterà a Torino i tricolori del 1972 e 1973. Tre anni dopo è Sivori, a metà ripresa, a siglare la rete del 2-1. Infine, c’è la gara del 7 maggio 2006: il 2-1 è opera di Nedved, Ibrahimovic e Godeas. Una partita storica perché è l’ultima che si disputa allo stadio Delle Alpi.
Nessun giocatore del Palermo ha disputato tutti i 34 incontri proposti finora dal campionato. Il fedelissimo della squadra è lo svizzero Steve Von Bergen con 31 presenze, seguito a quota 29 da Garcia, Munoz e Ilicic. Della rosa di giocatori del Palermo di oggi, sensibilmente modificata nel mercato di gennaio, sono quattro i giocatori che hanno ricevuto cartellini rossi: Aronica, Morganella, Von Bergen e Barreto. Il collezionista di ammonizioni è invece Munoz, con 10 gialli a carico. Il goleador della squadra è Ilicic con 10 centri. Seguono Miccoli con sei, Dybala con tre, Rios e Giorgi (in forza adesso all’Atalanta) con due e una folta schiera di giocatori con una marcatura a testa: Garcia, Nelson, Von Bergen, Fabbrini, Formica e i non più rosanero Brienza e Budan.
Una vittoria, sette pareggi e nove sconfitte: il bilancio del Palermo in trasferta è negativo, come attestano i soli 10 punti conquistati su 32 complessivi, i 10 gol segnati su 31 e la debolezza difensiva con 26 reti incassate (sei in più rispetto agli incontri casalinghi). L’unica volta che i rosanero hanno guadagnato l’intera posta lontano dalla Sicilia è avvenuta alla trentunesima giornata, grazie all’1-3 sulla Sampdoria.
Il tecnico potrebbe confermare il 3-5-1-1 delle ultime gare, pronti
a dar manforte dalla panchina Quagliarella, Matri ed il recuperato Giovinco. In settimana, amichevole a Vinovo contro il Lugano (Serie B svizzera), i bianconeri sono andati a segno con Giaccherini, Anelka e Braccini per il punteggio finale di 3 a 3.
Nel Palermo, dopo Dossena, hanno fatto rientro in gruppo Miccoli ed Ilicic: i due appaiono recuperati e dovrebbero così comporre il tandem d’attacco rosanero. Infine a Torino mancherà Morganella causa squalifica, Sannino dovrebbe affidare a Nelson la fascia destra di centrocampo.
Per Juventus-Palermo di domenica pomeriggio è stato designato l’arbitro Andrea Romeo di Verona. Si tratta della 3ª gara in stagione, dopo le due con Parma e Bologna, entrambe vinte allo Juventus Stadium. Una consuetudine, per i bianconeri, avere Romeo nelle gare casalinghe. Gli otto precedenti sono stati tutti a Torino, gli ultimi tre allo Juventus Stadium, i primi cinque allo stadio Olimpico. Il bilancio è di cinque vittorie, un pareggio e due sconfitte. Tra questi otto incontri non ce ne sono con il Palermo. Per il match di domenica, gli assistenti saranno Andrea Edoardo Stefani e Andrea Padovan. Il quarto uomo Massimiliano Grilli e gli assistenti d’area Gianpaolo Calvarese e Renzo Candussio. Forza Juve.

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  1. forza juve e non è vero che paghiamo l'arbitro in realtà è l'inter la nostra rivale

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