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di "ELDAVIDINHO" - Chissà cosa avrà pensato Franz Beckenbauer, del trentaduenne Ivan Pelizzoli, dopo aver consegnato alle liste dell’Inps Buffon. Finisce 2-1, che non sarebbe il risultato migliore per sognare fra quattro giorni, ma c’è stato il solito arrembaggio bianconero, come da copione in Italia, con l’altra squadra ad arroccarsi in difesa. Juve che nel primo tempo spreca tanto pur giocando con buon ritmo, buona intensità e trame di gioco affiatate, collaudate, prestabilite. Con i soliti pregi ed i soliti difetti. Ma non segna neanche per sbaglio. Non segna neanche Quagliarella, che colpisce in pieno il palo, subentrato poco prima ad uno sfortunato Giovinco (per mercoledì è in forse, peccato). La squadra, insomma, svolge un ottimo allenamento in vista della esiziale nottata di Champions. Il Pescara non è il Bayern ma la pressione a cui i bianconeri sottopongono i biancoazzurri dal primo minuto della partita, all’assatanata ricerca del gol, è la stessa che Conte vuole vedere mercoledì. Magari con un po’ più di precisione. Proprio perché il primo tempo poteva finire 5-0, con le occasioni di Giaccherini, Vidal, Giovinco, Quagliarella e ancora Giaccherini. Senza dimenticare l’occasione pazzesca che arriva all’inizio della ripresa sui piedi di Vucinic poco oltre il dischetto del rigore, la porta del Pescara praticamente vuota e la svirgolata col pallone clamorosamente a lato.Cinque minuti alla fine, però, e ci ritroviamo ad aver paura che il Pescara in dieci possa pareggiare. Questa è la fotografia di quanto sia difficile giocare senza trovare la concentrazione a cavallo di due gare di Champions League. Eppure, credo non si possa dire che la squadra non abbia creato molto o che abbia giocato male, anzi. La nota positiva è che chi aveva un minutaggio scarso nelle gambe in questa stagione, ieri ha potuto disputare una partita con la giusta tensione e la giusta adrenalina sino alla fine. La Juve deve sudare più del previsto per portare a casa i tre punti, tante energie spese ma anche una piena consapevolezza della propria forza. Poi c’è il siparietto Conte-Vucinic, con lo schiaffone dopo il goal senza pantaloncini e il vaffanculo dopo la sostituzione con tanto di: “Hai fatto una partita di merda ed hai fatto due gol, mercoledì non giochi” che entrano di diritto nella hall of fame. Il fanculo del mister al giocatore non è un fanculo. è il segreto del nostro successo e la dimostrazione che Conte è un grande allenatore con un grande ascendente sui suoi giocatori. Dunque Vucinic prima rimane in mutande, poi si prende schiaffi e insulti da Conte, infine fa il segno dell'ok ai tifosi. O si ama o si odia. Proprio come questa Juve. L’uomo che fino a metà del secondo tempo stava addirittura spazientendo un pubblico meraviglioso e caldo. Quando si sfila le infradito e indossa gli scarpini illumina la serata più di tutti i riflettori dello Stadium. Matri segnò senza scarpa in Juve-Fiorentina 2-0, Vucinic senza pantaloncini in questa partita. Insomma, in casa mai nulla è scontato. Il montenegrino lo fece anche in Roma-Cagliari e in Montenegro-Svizzera. In questa partita, depresso per un gol sbagliato, ha segnato poi su rigore e dopo su azione personale col Montenegro. Con la vittoria bianconera odierna l'Inter non può più vincere matematicamente lo scudetto. Ma la migliore differenza reti da quando la A é a 20 squadre è proprio dell' Inter 2006-7: +46. Noi siamo a +40. Anche senza la squadra titolare e pure senza Pirlo, il centrocampo è stato ben orchestrato da Paul Pogba, magistrale nel gestire gli equilibri, mentre Vidal e Giaccherini hanno agito da attaccanti aggiunti. Agonisticamente trascinanti sono stati Lichsteiner e Asamoah, alla prima partita convincente dopo la Coppa d’Africa: un altro segnale positivo, perché la padronanza delle fasce aveva segnato il dominio bavarese martedì scorso. E' tornata la Juventus compatta e aggressiva che tutti conoscevano. Ora è arrivato veramebte il momento di pensare al Bayern Campione di Germania. Unpo striscione apparso sugli spalti dello Juventus Stadium durante il match col Pescara recitava: "10/40 ... CREDIAMOCI. Uniti, nulla è ... impossibile!"

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