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di" ELDAVIDINHO"Altra importante mattonella per volare verso il secondo scudetto consecutivo della gestione Conte. Bianconeri più squadra, nerazzurri meglio nella ripresa ma il cuore, l’orgoglio la rissa e l’atteggiamento generale di sfida dell’area tecnica interista tenuto da Stramaccioni&Co. Non sono bastani. Buffon fa due paratone decisive nel primo tempo(prima su conclusione di Cassano e poi su colpo di testa a un metro dalla porta di Palacio con una reattività strepitosa), la Juve come al solito spreca e si fa rimontare nella ripresa. La Juve è stata sì padrona sin da subito col gol di Quagliarella che ha messo la partita in discesa ma giocando con un briciolo di supponenza, (forse) provando a risparmiare le energie in vista della trasferta in Baviera di martedì, ha finito per rimettere in gioco l’Inter che ha approfittato di certe mollezze e credeva di poter rivivere la stessa partita dell’andata, col vittimismo del suo mister e le lamentele che hanno caratterizzato ogni minuto di gioco. Invece Qugliarella e Matri hanno realizzato rispettivamente la 12esima e 9a rete in campionato, dimostrando di essere una coppia con un buon feeling cresciuto lentamente quest’anno dopo le difficoltà iniziali di Matri e di metà stagione di Quagliarella. Probabilmente la tentazione di trasformare il derby in un proficuo allenamento pre-Champions ed a miniaturizzare la portata dello scontro è stata un’ideuzza che si sarebbe potuta trasformare in un pericoloso boomerang. Ma è balzata all’occhio la consistenza diversa delle due formazioni. Ma la Juventus del Meazza vince soprattutto per la grandissima forza di volontà e la micidiale rabbia agonistica che accompagna la squadra per tutti i novanta minuti, di cui i primi quarantacinque dominati tecnicamente e tatticamente, i secondi combattuti come una battaglia nella quale far prevalere il carattere. Martedì, però, servirà maggiore cinismo. Poi ci sarebbero gli episodi, dove Rizzoli, i tocchi di mano di Bonucci e Zanetti, giudica “involontari”, come fu quello di Granqvist: evidentemente, coprire sino a fine campionato “quel” fallo di mani è troppo importante. Sino a fine campionato, dunque, non si darà più un rigore per fallo di mani, ne sono convinto. Ma ci sarebbe da discutere soprattutto sul semi-placcaggio di Handanovic ai danni di Vidal e sul contrasto Chiellini-Cassano del secondo tempo. Tutto sommato, l’arbitro ha compensato da una parte e dall’altra ma è stato Stramaccioni il vero problema e “agitatore” della gara. Per me la differenza sta tutta qui, in Conte che corre da Cambiasso a fine gara dopo il fallaccio su Giovinco per difenderlo dall’assalto dei propri giocatori, e in Stramaccioni che fa lo sgambetto a Pirlo. E recrimina: sulla terna arbitrale(“Magari sono giovane ma non ricordo una squadra che lotta per il vertice e non ha neanche un rigore per un girone intero e non ce ne fischiano uno da diciannove giornate”), sul contatto Barzagli-Cassano precedente al secondo gol bianconero protestando vivacemente(eufemismo) col quarto uomo Padovan, con l’assistente Niccolai, con l’arbitro Rizzoli. Sul contatto tra Cassano e Chiellini(“Dovrei capie cosa ha detto Valeri all’arbitro visto che era a un metro dall’azione. Magari per lui era rigore… perché era rigore di quelli netti. Altrimenti Cassano andava punito per simulazione”). Recrimina pure su un altro episodio dubbio su Kovacic ma l’ha visto solo lui. Ma in occasione del placcaggio di Handanovic su Vidal, “Handanovic si tuffa nello spazio ed è Vidal che lo tocca accentuando la caduta”. Vi giuro che l’ha detto. Sul rosso a Cambiasso, infine, ha detto che “Sono falli di gioco che ci stanno, possono capitare”. Ricoveratelo oppure mandatelo ad allenare in una squadra di Serie D. E poi lo striscione al Meazza: “Conte, non ti illudere, piuttosto che te, Gasperini”. HO DETTO TUTTO. La professionalità di un mister paragonata alla tendenza da tifoso dell’altro, la classe di una tifoseria che non risponde a provocazioni(tipo quella dell’altro striscione apparso ieri al Meazza: “Mai andati in serie B – ma ultimi in classifica stagione 21/22 – “) paragonata alla demenza dell’altra, appunto. Questione di stile e di signorilità. 30esima giornata, 30 marzo. Non poteva che essere la nostra giornata. Il 30, sul campo. L’ Inter è in vantaggio negli scontri diretti. Se si arriva a pari punti, nonostante l’attuale +21, però, vincono loro. È importante saperlo. Soprattutto se dopo “Napoli batte Juve 1-1″, Caressa fa il bis: “Inter batte Juventus 2-1“. Proprio non ce la fanno ad ammettere la realtà. Buona Pasqua.
E adesso finalmente la tanto attesa sfida col Bayern. La missione è cominciata. Il sogno, come dice il mister, dobbiamo coltivarlo.
Sono 6 i precedenti ufficiali tra le due squadre, tutti in Champions League, e finora il bilancio è di 3 successi della Juventus (doppio 1-0 nei gironi 2004/05 e 2-1 casalingo nei gironi 2005/06), 1 pareggio (0-0 a Monaco di Baviera nei gironi 2009/10) e 2 vittorie del Bayern Monaco (2-1 in casa nei gironi 2005/06 e 4-1 a Torino nei gironi 2009/10). Sono 35 i precedenti ufficiali nelle classiche eurocoppe tra Bayern Monaco e rivali italiane, comprendendo anche le sfide contro la Juventus, e finora il bilancio è di 12 vittorie bavaresi, 8 pareggi e 15 successi italiani, tra cui la finalissima della Champions League 2009/10, Inter-Bayern 2-0 a Madrid. Sono 39 i confronti ufficiali tra Juventus e rivali tedesche nella classiche coppe europee, compresi quelli contro il Bayern, e finora il bilancio è di 16 successi bianconeri (tra cui uno spareggio a Berna contro l’Eintracht Braunschweig, nella coppa Campioni/Champions League 1967/68), 10 pareggi e 13 vittorie tedesche (tra cui due finali di coppa Campioni/Champions League: successi dell’Amburgo per 1-0 ad Atene nel 1982/83 e del Borussia Dortmund per 3-1 nel 1996/97 a Monaco di Baviera). Nella Champions League 2012/13 i bavaresi hanno iniziato dalla fase a gironi, arrivando primo nel proprio gruppo con 13 punti, frutto di 4 vittorie (2-1 in casa sul Valencia, 1-0 esterno e 6-1 casalingo sul Lille, 4-1 interno sul Bate Borisov), 1 pareggio (1-1 a Valencia) ed 1 sconfitta (1-3 a Minsk contro i bielorussi del Bate). Negli ottavi di finale i tedeschi hanno eliminato l’Arsenal, vincendo 3-1 l’andata a Londra e perdendo 0-2 all’Allianz Arena nel ritorno.
In campionato, il Bayern è schiacciasassi. Con il pallottoliere ma senza poter festeggiare il titolo tedesco, così come era preventivabile alla vigilia. I baveresi hanno vinto addirittura per 9-2 la loro sfida di campionato con l’Amburgo, ma non è valso per arrivare alla conquista matematica del titolo. A causa dei campioni uscenti del Borussia Dortmund che hanno vinto 2-1 a Stoccarda. Già sapendo di dover rinviare la festa, il Bayern ha infierito sull’Amburgo all’Allianz Arena. Formazione molto rimaneggiata, fuori Van Buyten, Muller, Ribery e Mandzukic per Boateng, Shaquiri, Robben e Pizarro. Gara già decisa nel primo tempo, chiuso sul 5-0 grazie ai gol di Shaqiri, Schweinsteiger, Robben e alla doppietta di Pizarro. Nella ripresa è arrivato un altro poker con altre due reti di Pizarro, un’altra di Robben e il centro finale di Ribery. A gara già ampiamente decisa le due influenti segnature dell’Amburgo. I punti di vantaggio restano 20 e la festa è solo rimandata alla settimana prossima a Francoforte. Nella sfida che cadrà proprio in mezzo alla doppia sfida di Champions contro i bianconeri. Un modo come un altro affinchè il Bayern non si concentri solo sulla Champions. Manca un solo punto, infatti, per laurearsi campione per4 la 23° volta nella sua storia e in anticipo, ribadendo una tendenza che dal 1990 ad oggi, cioè in 22 stagioni, ha visto festeggiare con il Meisterschale, il grande piatto che viene consegnato al vincitore, solo 6 società: 10 volte il Bayern, 5 il Borussia Dortmund, 2 volte Kaiserslautern, Stoccarda e Werder Brema, una sola il Wolfsburg. Difficile che i bavaresi si distraggano proprio ora anche in virtù dei numeri odierni, tutti da record dopo 27 giornate: 78 gol segnati, 13 subiti, 23 vittorie delle quali 12 consecutive e una sola sconfitta.
Probabili formazioni. Dubbio sul modulo per Conte: affidarsi al consueto 3-5-2, o infoltire il centrocampo con Pogba togliendo un attaccante. La sensazione è che il tecnico bianconero non rinuncerà ad una punta, con il rientrante Vucinic che sarà affiancato da Matri (in vantaggio su Quagliarella e sull’acciaccato Giovinco). Tedeschi in formazione tipo, con la sola assenza dello squalificato Javi Martinez in mediana. Sulla trequarti il sacrificato potrebbe essere Mueller, mentre l’ariete al centro dell’attacco sarà Mandzukic.
Toccherà a una delegazione inglese dirigere la sfida tra Bayern Monaco e Juventus di martedì, andata dei quarti di finale di Champions League. L’arbitro è Mark Clattenburg, direttore di gare con cui i bianconeri non hanno nessun precedente. Almeno nelle gare ufficiali, considerando che c’è stato un incrocio qualche anno fa. Il 29 luglio 2007, quando la Juventus affrontò il Newcastle in un’amichevole precampionato. Clattenburg è un arbitro di grande esperienza e, l’estate scorsa, ha diretto la finale del calcio ai Giochi Olimpici di Londra 2012. Forza Juve.

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