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di "ELDAVIDINHO" - La Juve parteciperà ufficialmente alla prossima Champions League. La Juventus

infatti è sicura di disputare almeno i preliminari della prossima edizione, in
virtù dei 19 punti di vantaggio sulla quarta in classifica, la Fiorentina, un
margine di vantaggio che non può essere più colmato. Questo è il primo verdetto
del Campionato. Poi Napoli a meno 11, Milan a meno 15. Mancano 6 giornate alla
fine(18 punti in palio), 7 punti per la matematica vittoria dello Scudetto.
Vantaggi abissali. Questi sono i numeri impressionanti e stratosferici di una
squadra che, dopo l’eliminazione in Champions col Bayern e tutte le dovute
riflessioni susseguitesi nei giorni che anticipavano il match con la Lazio,
proprio con le aquile di Petkovic ha vinto in scioltezza tornando a mostrare
quella sicurezza che da sempre la contraddistingue. Una supremazia nei numeri
imbarazzante per le altre squadre, questa squadra in campionato è un rullo
compressore. Migliore attacco della serie A con 63 gol (pari merito con la
Roma), migliore difesa con 20 gol subiti. Differenza reti + 43. Prima persino
nella speciale “classifica Galliani”, ovvero quella del girone di ritorno, 30
punti della Juve contro i 29 dei rossoneri. In testa alla classifica dalla
prima giornata, in solitaria per 25 giornate su 32. Vittorie in casa 12 su 16
giocate. Vittorie in trasferta 11 su 16 giocate. Dimenticato subito il Bayern,
la squadra di Conte si è gettata anima e corpo nell'insidiosa trasferta di
Roma, chiudendola in poco meno di mezz'ora. Squadra concentrata, dinamica,
vorace. Sempre davanti alla porta, a testa bassa. Gonfiando il petto e
mostrando una superiorità sensazionale, che non ha mai messo in dubbio il
risultato della partita né, più genericamente, quello di un campionato ormai
servito sul vassoio più prezioso ma mai stato in discussione, con la Juve
sempre protagonista. Stanno partendo i titoli di coda. I bianconeri hanno
disputato una gara di grandissima sostanza e qualità, dominando il gioco nel
primo tempo e controllando senza ansia il vantaggio nel secondo, anche se il
mister ha fatto sicuramente bene a sgridare i suoi ed a tenere alto il livello
della concentrazione in virtù di alcune occasioni laziali giunte per
disattenzioni e leggerezze dei nostri calciatori. Una prova maiuscola, di
grande maturità. Un successo netto che cancella le insidie che questa trasferta
nascondeva prima del via. I bianconeri gestiscono gli ultimi minuti con l’
autorevolezza della grande squadra e centrano il quinto successo consecutivo in
campionato. 
Esperimento del modulo riuscito. L’inserimento di una sola punta anziché due
ha reso la squadra più speculare alla Lazio schieratasi con l’ormai collaudato
4-1-4-1. Non credo però ci avrebbe aiutato col Bayern come qualcuno sostiene,
con i bavaresi che ci hanno pressato alto e schiacciato nella nostra metà
campo, poiché sarebbero servite 3 punte in campo, qualitativamente migliori di
quelle che abbiamo, non una. È un modulo che va bene solo in Italia dal momento
che non vengono neanche a pressarci le squadre avversarie, restando nella
propria metà campo. Ed è una soluzione utile per questo finale di stagione che
sprona Matri e Quagliarella a fare sempre meglio, serve per aiutare Marchisio
in zona gol, ieri molto bravo e preciso negli appoggi, negli inserimenti e nei
movimenti e permette l’utilizzo di un Pogba in crescita esponenziale. Il cambio
modulo è sembrata la risposta consequenziale del mister al problema della
mancanza di un top player in attacco. Una risposta che lascia comprendere anche
la fiducia che egli ripone in tutti i suoi centrocampisti, ritenuti più adatti
degli attaccanti ad interpretare al meglio i suoi credi e dettami tattici. Alla
fine, però, non c’è modulo che tenga, perchè nella Juve la differenza la fa
sempre l‘organizzazione di gioco e la qualità degli interpreti, oltre che il
carisma del mister, che trasforma in propellente le sue grida ed i suoi
incitamenti, la competenza, la scossa adrenalinica e la conoscenza capillare
dell’ambiente juventino. Spesso considerato antipatico, a volte anche
altezzoso, ma è tonato a dare del tu alle vittorie, non dando più modo ai suoi
avversari di guardare ai colori bianconeri con quel sorriso compassionevole che
solitamente si dedica a chi s'impegna a ricostruirsi e ritornare grande, ma
proprio non ce la fa. Piuttosto, questi sono caratteri che appartengono all’
Inter di Stramaccioni, non a noi. In attesa del 31esimo Scudetto, loading…
 37 vittorie, 21 pareggi e altrettante sconfitte: è questo il bilancio degli
Juventus-Milan giocati a Torino in campionato. È dal 1966 che tutte le volte
che le due squadre si affrontano nel mese di aprile in casa bianconera il
risultato prevede la vittoria della Juve. Un evento capitato in ben quattro
circostanze. Nel 1966, per l’appunto, la squadra guidata da Heriberto Herrera
piega il Milan di Rocco con un secco 3-0, firmato da Leoncini, Stacchini e
Cinesinho. Vent’anni dopo, Juventus-Milan è decisamente più importante. Si
gioca alla penultima giornata e la rete di Laudrup è decisiva per staccare la
Roma nello sprint scudetto, approfittando dell’incredibile sconfitta dei
giallorossi all’Olimpico con il Lecce. Nel 2002 la gara vive sul filo dell’
equilibrio. A deciderla è una clamorosa autorete di Chamot, che con una
deviazione inganna il portiere Abbiati e regala tre punti alla Juve,
fondamentali per inseguire l’ipotesi tricolore, concretizzatasi successivamente
il 5 maggio con il sorpasso sull’Inter. Infine, la sfida del 12 aprile 2008. Un
match appassionante, aperto da un diagonale vincente di Del Piero. Ma il Milan
di Ancelotti riesce a recuperare e a capovolgere il risultato con un uno-due
dell’ex Inzaghi. Le emozioni non sono finite qui. Tocca a Hasan Salihamidzic
mettere a segno a sua volta una doppietta che fissa il verdetto sul 3-2.
Sei vittorie, sette pareggi e tre sconfitte: lontano da Milano i rossoneri
hanno conquistato 25 su 59 punti complessivi, segnando gli stessi gol rispetto
a quelli in casa (28) e incassando nove reti in più (22 a fronte delle 13 di
San Siro). I sei successi sono spartiti esattamente a metà tra girone d’andata
e girone di ritorno. Doppiato il giro di boa, le vittorie sono arrivate sulla
base della solidità difensiva. Le tre sconfitte sono arrivate tutte nelle prime
19 giornate.
È il ventenne Stephan El Shaarawy il giocatore più utilizzato da Massimiliano
Allegri, avendo disputato 31 delle 32 partite finora giocate in campionato. Con
due presenze in meno, ma con cinque minuti di presenza in campo in più, c’è
Riccardo Montolivo a proporsi come altro leader della formazione. Cinque finora
i rossi maturati dal Milan: due li ha presi Boateng, uno a testa Zapata,
Constant e Flamini (nell’ultima gara con il Napoli), mentre il giocatore più
ammonito è Mexes con nove sanzioni disciplinari. Due i giocatori che hanno già
toccato la doppia cifra in termini realizzativi: El Shaarawy con 16 gol e
Pazzini con 13. Seguono Balotelli a quota sette, Montolivo a quattro, Bojan a
tre, Robinho, Boateng, Nocerino e Flamini a due, De Jong ed Emanuelson a uno. I
rossoneri hanno usufruito anche dell’apporto di tre autoreti, determinate da
Abbruscato, Jonathas (nella stessa gara, quella con il Pescara) e Paletta.
Conte potrebbe riproporre Marchisio trequartista alle spalle dell'unica punta
Vucinic, in mediana verrebbe così confermato Pogba. Il tecnico però non mette
da parte il 3-5-2 e la possibilità di consegnare una maglia da titolare a Matri
o Quagliarella. In difesa Peluso prenderà il posto dell'infortunato Chiellini.
Infine migliora Anelka che dovrebbe esser disponibile contro i rossoneri così
come Lichtsteiner che lamenta un leggero fastidio all'adduttore, ma che non
preoccupa lo staff medico.
Dopo Ambrosini hanno fatto rientro in gruppo da mercoledì anche Boateng e
Bojan, invece Abate lavora a parte ancora dolorante per distorsione alla
caviglia. Intanto Allegri per domenica potrebbe confermare Pazzini al centro
dell'attacco. Il tecnico sui lati dell'attacco rossonero potrebbe confermare
Robinho a discapito di El Shaarawy, il giovane attaccante rischia una nuova
panchina dopo quella contro il Napoli. Assente Flamini squalificato.
Sarà Luca Banti, della sezione di Livorno, l’arbitro di Juventus-Milan,
posticipo della 14° giornata del girone di ritorno. Il fischietto toscano ha
già diretto i bianconeri in 16 partite e in 11 di queste la Juve è uscita dal
campo con i tre punti. Due pareggi e tre sconfitte il bilancio degli altri
incontri. In questa stagione Banti ha arbitrato la squadra di Conte in tre
occasioni: nelle rotonde vittorie contro il Pescara, 1-6 il 10 novembre 2012, e
l’Udinese, 4-0 il 19 gennaio 2013, e nella gara di ritorno della semifinale di
Coppa Italia contro la Lazio, vinta 2-1 dai biancocelesti il 29 gennaio scorso.
Domenica sera allo Juventus Stadium, Banti sarà coadiuvato dagli assistenti
Vuoto e Giallatini e dagli arbitri d’area Romeo e Russo. Quarto ufficiale sarà
il signor Cariolato. Forza Juve.

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