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di "ELDAVIDINHO" - Troppo Bayern, troppo forti, troppo superiori. Troppi top-player, a differenza nostra. Troppa differenza “economica” tra noi e loro. A certi livelli – in Europa, soprattutto – il gioco non basta. Servono anche i giocatori. La superiorità del Bayern infatti sta tutta nel poter spendere 40mln. per un J.Martinez che poi non è nemmeno lontanamente il loro top player. A conti fatti poteva anche andare peggio. Risultato figlio di una prestazione maiuscola degli uomini di Heynckes, più esperti e smaliziati di noi, troppo rinunciatari e demoliti soprattutto nel primo tempo da un vero e proprio tsunami bavarese. Il gol di Alaba dopo 23'' è il secondo più rapido della storia della Champions dopo Makaay (10'') sempre del Bayern nel marzo 2007.Partire con un gol di svantaggio contro una squadra forte ed esperta come il Bayern è un fardello enorme. E la Juve, che se lo ritrova sulle spalle sin dall’inizio della partita, non riesce a scrollarselo di dosso. Ma è facile fare i complimenti agli altri. I demeriti, soprattutto di gioco, ce li ha anche la Juve. Il pressing alto e asfissiante del Bayern ma che la Juve ha spesso subito in Europa, ha sradicato fior di palloni dai piedi timidi di Pirlo e Bonucci. E sempre al limite dell’area: in acque, cioè, pericolosissime. Soprattutto con una difesa a 3 come quella della Juve. Di conseguenza, in una squadra strutturata e costruita principalmente sui 3 di difesa, hanno sofferto anche tutti gli altri: sui fianchi Lichtstener-Vidal e Peluso-Marchisio con Robben-Lahm. In attacco la coppia Quagliarella-Vucinic non è mai stata imprevedibile, reparto troppo sterile, privo d’intensità e di ritmo. Inconsistente. Col senno del poi, forse, formazione iniziale sbagliata. Peluso, Matri e Quagliarella si sapeva che non avrebbero retto l'attesa e l’importanza del match. Loro più forti in fase di possesso, non possesso, fisico, qualità, esperienza, consapevolezza, intensità e aggressività. Ho visto un Conte arrendevole di fronte agli errori dei suoi. Il problema è che in Europa, col 352, tendi ad abbassarti eccessivamente. Soprattutto contro le catene laterali bavaresi per non trovarti perennemente in inferiorità numerica. Non c‘è stata quella compattezza di squadra che è l‘arma migliore del gruppo e del 352 che senza le giuste misure tra i reparti, si sgretola. Squadra lunga e buco a centrocampo. Attaccanti isolati. Comincerei a rivedere qualcosa a livello tattico, strutturale, di gioco. In attacco poca presenza di uomini, troppi tentativi di tocchi di prima, finte e triangolazioni. In Europa servirebbe un attacco più pesante, con più uomini ed equilibrio e maggiori passaggi corti, non accidentati e difficili da controllare, per evitare di perdere troppo spesso il pallone in zona avanzata senza mai aver provato il tiro.  Quello che però è mancato in Baviera sono quelle armi che il tecnico bianconero alla vigilia aveva sottolineato come vincenti. L'entusiasmo e la tranquillità, la proverbiale tranquillità della difesa di Conte messa a repentaglio da una squadra passiva e praticamente mai pericolosa. La personalità e la sicurezza nei propri mezzi. Ma il cuore deve essere gettato oltre l’ostacolo del problema di testa e di uomini, al ritorno. Ora più che mai ricordiamoci da dove veniamo ma non precludiamoci nulla. La Juve ha sbagliato tutto ciò che si può sbagliare, sul piano del singolo e del collettivo, sembrando emozionata e stordita. Troppi palloni regalati e contrasti persi. Di demeriti ce ne sono, al di là della caratura dell’avversario. Ma al ritorno si può rimediare. Da un punto di vista mentale, Juve apparsa impaurita e tesa, deconcentrata. Poca lucidità e numerosi errori compiuti. Testa e giocatori soprattutto. Ma io continuo a ritenere che, tatticamente, il 352 in Europa soffra molto come modulo. Il 3-5-2, preso come modulo a sè, ha sofferto molto le catene laterali del 4-2-3-1 di Shakhtar e Bayern che spesso hanno messo fuori dai giochi di pressing le nostre punte e le nostre mezzali(impalpabili e mai efficaci in fase di non possesso), andando spesso in superiorità numerica contro i nostri difensori. Con una squadra più alta avremmo cominciato ad eludere il loro pressing. Ed è quello che si dovrà fare al ritorno per annullare principalmente Robben e Ribery. Poi c’è stata anche la serata storta degli uomini migliori di Conte, Buffon, Barzagli e Pirlo, quest’ultimo, due palloni persi con troppa leggerezza, con Inter e Bayern, 2 gol presi da Palacio e Alaba. Dispiace anche per questo. E c’è anche Clattenburg, con una direzione di gara a dir poco casalinga. Gara diretta all‘inglese. Ma il mancato rosso a Ribery, il gol in fuorigioco di Mandzukic, il giallo per simulazione di Lichtsteiner sono figlie di valutazioni sbagliate compiute nell’arco dei 90 minuti. Eppure sono convinto che, al ritorno, Conte s‘inventerà qualcosa per tentare la rimonta. Lo studio intenso, ieri, l‘ha riportato alla difesa a 4. Forse è stata una mossa disperata, ma l’aver peccato di presunzione per aver giocato la partita più importante dell’anno senza i suoi uomini migliori(Vucinic, Giovinco, Asamoah, Pogba) che hanno fatto la differenza in altre 2 partite di Champions importanti come quella disputata in casa col Chelsea e a Donetsk contro lo Shakhtar, ci farà giocare una gara di ritorno completamente diversa. La sensazione è che in campo la Juve si sia resa conto che la differenza di valori era notevole. Per questo al ritorno sarà un'altra storia. Paradossalmente, infatti, da salvare c‘è solo il risultato: in vantaggio con una mezza autorete, raddoppiano in fuorigioco. Ma non dilagano anche se avrebbero potuto farne almeno altri 2. Anche se bisogna essere realisti, è finita si dice solo alla fine".

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