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di FABIO MIGNARDI - Mentre assistevo soddisfatto all'ultima partita di Champions della Juve contro un mediocre Shakhtar, nella mia testa è affiorato uno stravagante pensiero. Un auspicio forse un po' eccessivo ma allo stesso tempo convinto che da qualche giorno a questa parte aleggia nella mia testa: ebbene vorrei tanto che la nostra squadra affrontasse agli ottavi il Real Madrid. Precisiamo subito: non sono mai stato felice di affrontare il Real rispetto ad altre squadre europee (non è una questione di folklore o di tradizionalismi), sono però stato felice di batterlo e credo che la nostra compagine sia pronta all'impresa.
Vi spiego le mie ragioni. Conte è tornato, più forte di prima (o almeno come prima) e ha ripreso le redini di una squadra comunque già maturata all'inizio di questa stagione. C'è molto gioco, non troppo aggressivo, non impulsivo, non troppo frenetico e sbrigativo come magari poteva sembrare all'inizio della scorsa stagione; Conte ha perfezionato ogni dettaglio e ha dimostrato che la calma è la virtù dei forti; la nostra è una squadra che si è dimostrata all'altezza di ogni avversario proprio per la sua tranquillità e armonia in un mix di gioco che poco assomiglia al noioso calcio all'italiana, estenuante per quanto difensivo, bensì all'esaltante quanto divertente calcio iberico, ma comunque puntiglioso e studiato, quindi molto vincente. La squadra ha le credenziali tecnico-tattiche (è sempre bello ricordare il mister Capello), e non da meno, ha le riserve, complemento necessario per tappare i buchi la dove serve, per sostenere più campionati contemporaneamente. Abbiamo già dato prova della nostra forza nella partita contro il Chelsea: abbiamo recuperato una situazione che sembrava drammatica nella sfida dell'andata, rischiando addirittura di ribaltare un 2-0 in un risultato favorevole (sul 2-2 Quagliarella sfiorò la traversa con un movimento pazzesco degno di un fuoriclasse e un tiro a giro del miglior Del Piero) inoltre abbiamo annullato lo stesso avversario a Torino in una sfida che non serve commentare, l'epilogo dice tutto. Ebbene dunque, cosa aspettiamo a fare un salto in avanti? La Champions non è un gioco a livelli -per cui andando avanti la difficoltà aumenta- le insidie sono casuali, possono essere prima o dopo e prima o poi vanno affrontate. Pensate come ne uscirebbe la Juve da una sfida vincente contro il Real. Fortificata ovviamente! "La mina vagante" (cit. Arsène Wenger) del torneo che elimina i detentori del trofeo ed elimina un'importante elemento in corsa per la finale. La Juventus acquisirebbe ancora più sicurezza e convinzione di sè mentre i nostri avversari sarebbero sicuramente più preoccupati delle nostre "potenzialità" e della nostra fame di tornare sulla vetta d'Europa (non pensate che il fattore psicologico conti poco in partite come queste, anche per i più esperti professionisti, che sono sempre costretti a confermare il loro valore). E' giusto ricordare a questo punto due cose: la prima, il Real non ha bei ricordi degli ottavi nel passato più recente. La seconda: nel settanta l'Italia fu sconfitta in finale di Coppa del Mondo contro il Brasile. Nell'82 vinse i mondiali dopo aver sconfitto lo stesso Brasile agli ottavi in una partita memorabile! Chi lo sa di cosa saremo capaci, noi Juventus? Dico solo che il Real più che giocarci contro mi piace batterlo, e alla Juve riesce bene.

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  1. Ti auguro un Felice e Sereno Natale !!!

    www.calciorum.blogspot.com

    PS: ah, dimenticavo... FORZA INTER !!! :-)

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