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di GIUSEPPE PLATANIA - 6 Gennaio 2011, Juventus – Parma, 18ª giornata di Serie A, stadio Olimpico di Torino. Fabio Quagliarella si infortuna dopo una manciata di secondi (140, per la precisione) dal fischio d’inizio e la sua stagione finisce lì, a metà, con tutto il girone di ritorno ancora da giocare. La rottura del legamento crociato anteriore destro mette fine alle sue giocate, ai suoi gol, alle sue acrobazie che fino a quel momento avevano aiutato in maniera determinante la squadra bianconera allenata da mister Del Neri a rimanere nella zona alta della classifica. Quella partita finì 1-4 per gli ospiti, la Juve scivolò quinta in classifica, a tre punti dalla Lazio seconda e ad otto punti dal Milan capolista. Fu il punto di partenza di un girone di ritorno pessimo, segnato più da disfatte che da imprese, che alla fine si concluse con un deludente settimo posto, nonostante i rinforzi di Toni e Matri presi subito dopo il grave infortunio dell’attaccante campano. Storie di calcio, anche abbastanza recenti… sebbene, ora come ora, ci sembrino assai lontane. Mia personale opinione: con quel Quaglia così straripante a disposizione per tutta la stagione e non solo per i primi sei mesi, la classifica della Juventus sarebbe stata molto diversa. Ma sono solo supposizioni, ovviamente. Il punto è che da quella sfortunata data, i tifosi juventini non hanno mai più avuto modo di rivedere lo stesso Quagliarella, che tanto li aveva deliziati e sorpresi all’inizio della sua avventura in bianconero: solo qualche lampo, le poche presenze della scorsa stagione (condizionate ancora da qualche acciacco fisico) con sole quattro marcature all’attivo – poche, per un attaccante come lui. I tifosi più esigenti (gli stessi che hanno sempre avuto dubbi su di lui, specie a causa del suo breve passato napoletano) hanno cominciato a vederlo come un giocatore praticamente finito, o che quantomeno non avrebbe potuto dare più alcun supporto a questa Juventus, tant’è che è stato inserito da molti, questa estate, al primo posto della lista dei desiderabili partenti, giusto per fare un po’ di cassa. Tuttavia i dirigenti della Juve, sebbene un pensierino – più che legittimo – sono sicuro ce l’abbiano fatto lo stesso, hanno deciso di trattenerlo. Quagliarella fa parte del progetto e può essere ancora determinante. E così è stato. Dopo i primi segnali importanti di Londra contro il Chelsea e di Torino nelle sfide interne contro Chievo e Bologna, sabato scorso durante Pescara – Juventus, Fabio segna all’Adriatico la sua prima tripletta della carriera, messa in cassaforte, tra l’altro, con un eurogol dei suoi e impreziosita da ben due assist per le altrettante bellissime marcature di Asamoah e Giovinco che fanno da cornice alla sua prestazione in generale. Chapeau. La Juve si porta a quota 31 in classifica e finalmente ritrova il suo attaccante dai gol spettacolari, proprio lui, nel quale in molti avevano perso ormai la fiducia. Proprio lui, che a questo punto mette in discussione le gerarchie dell’attacco, sempre se di gerarchie vere e proprie si può parlare. Se Matri oramai ha “perso” il posto da titolare là davanti con Vucinic da tempo, Giovinco finora non è stato così determinante (anche se pure lui, specie nelle ultime due partite, si è rifatto alla grande) e Bendtner deve ancora dimostrare il suo valore, Quagliarella sta diventando sempre di più una certezza. Capocannoniere della Juventus insieme a Vidal, i suoi 6 gol in campionato non sono proprio poca roba, considerando il fatto che non siamo nemmeno a metà Novembre. Inoltre, se le sue reti sono decisive come quelle contro Chelsea e Chievo, tanto meglio. Il top player forse ce l’avevamo in casa, dovevamo solo aspettarlo. Bentornato Fabio, ci sei mancato, continua così, testa bassa e tanti gol. Un flash sul campionato, per concludere: nella giornata di ieri, tra piogge torrienziali, pugni e l’ennesima batosta ai danni del Milan, i nerazzurri (quelli di Milano) vengono sconfitti a Bergamo dagli altri nerazzurri, quelli dell’Atalanta, tornando così a -4 dalla vetta. I loro festeggiamenti in seguito al successo del turno scorso si sono già dovuti interrompere, anche abbastanza bruscamente. Ma il campionato è ancora lungo, inutile abbattersi adesso. Nulla è perduto. D'altronde, come direbbe George Clooney in un noto spot televisivo: immagina, puoi.

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