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di GIANLUCA SCATENA - La questione è molto più semplice del solito. Il Catania segna un gol regolarissimo, ma viene annullato. La Juventus ne segna uno irregolarissimo, ma viene convalidato. Obiettivamente diremmo: errore doppio. Purtroppo è così. Anzi, in teoria dovrebbe essere così, se le leggende metropolitane, le voci, in Italia, non trovassero così ampio spazio e non prevalessero sulla ragione.
E' chiaro che in una situazione del genere, in una giornata in cui di errori arbitrali ce ne sono in abbondanza, la "vittima sacrificale" da dare in pasto all'opinione pubblica è sempre la stessa, è quella che fa vendere più copie, o meglio, quella che fa più notizia. In sostanza, è la Juventus.
Accuse che vanno, accuse che vengono. Anche e soprattutto dalla dirigenza catanese, secondo cui è stata la panchina bianconera ad imporre a Maggiani di alzare la bandierina. Motivo per cui si è arrivati a chiedere persino di rigiocare la partita, un pò come fatto De Laurentiis nel bel mezzo delle lamentele post Supercoppa. Proposta che Beppe Marotta ha prontamente definito "assurda", citando pure una vicenda simile in Manchester-Chelsea di Premier League, dove nessuno ha voluto dar fiato alle polemiche.
L'accerchiamento mediatico si è ripetuto anche nel corso dell'ultima giornata, storica perché i bianconeri di Conte hanno perso l'imbattibilità, altrettanto "scandalosa" per il primo goal in netto fuorigioco e per la non espulsione di Lichtsteiner. Ma ci mancherebbe, se dal canto loro fare generalizzazioni sulla Juve è una preferenza, una scelta editoriale, la nostra è quella di passare sopra le tante stronzate di cui il web si fa garante, pure ora che Moggi non c'è più e in teoria il calcio "dovrebbe essere pulito". Non so per quale strano motivo, ma da abruzzese non ho altro da dire, oltre che un "Va da via el cul!" Perchè, per carità, le critiche e le proteste contro arbitraggi compromettenti ci stanno. Anche la Juve, Conte e Marotta pretesero di farsi sentire nel momento in cui gli innumerevoli torti e la disparità di trattamento rispetto al Milan si rivelarono evidenti, senza mai pensare, comunque, che dietro tale circostanza ci fosse una sorta di "cupola". Peccato, però, che quando gli errori arbitrali tendono a graziare la Juve medesima, sembra sul serio che tutto sia stato manipolato in precedenza come un racket mafioso. Fortunatamente, è proprio per queste cose, per l'odio e l'invidia degli altri, che saremo sempre dei privilegiati.
Non capita spesso di ricordare tutte, e sottolineo "tutte", le sconfitte nell'arco di un anno e cinque mesi di calcio. E dopo 49 partite senza aver assaporato quel "gusto" spiacevole, possiamo addirittura dirci felici, sollevati. Prima o poi la partita da zero punti sarebbe arrivata. Dunque, meglio prima che poi, considerando per di più che il risultato sarà una spinta morale maggiore, alimentata dal fatto che non bisognerà più curarsi di un'imbattibilità che cominciava a diventare un peso, sebbene potesse rappresentare uno scudo contro i cosiddetti gufi.
Certo, perderla in casa, in uno Juventus Stadium da oggi detto "sverginato" da chi ha sempre desiderato farlo, contro i rivali per antonomasia dal 2006, non è il massimo. Ma la prenderemo come una sfida per tornare a mietere successi, senza troppo peso sulle spalle, con più fame di prima. A partire da mercoledì. Non è un nuovo inizio, perché è dal passato che si impara. E' semplicemente il tempo di reagire.

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  1. Che i vaghes a da via ol cul...
    non si molla nulla!!

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