TRE PUNTI SOFFERTI

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di "ELDAVIDINHO" - Siena-Juve è stata quella partita in un campo di periferia che tutti si sarebbero aspettati: padroni di casa a giocare come forsennati a ritmi altissimi, a campo aperto e in ripartenza, la Juve a fare la partita, soffrendo a tratti ma cercando di risolverla con colpi di classe. Uno di questi è quello che porta al gol tremendo, beffardo su punizione di Pirlo grazie agli spunti precedenti di Giovinco e Vucinic. Era stanco, stremato, fuori forma e marcato a uomo. Eppure ancora una volta toglie le castagne dal fuoco e sbroglia una situazione complicata facendoci andare in vantaggio. È disarmante però la distrazione di tutta la retroguardia che nel primo tempo permette al Siena di sfiorare la rete in ben 2 occasioni e trovare il gol con colpo di testa di Calaiò all’ultimo minuto di recupero. Ad esser onesti, il gol andrebbe attribuito al “teatrino” di Serse Cosmi, allontanato dall’arbitro ma capace di spezzare il ritmo e l’incessante intensità juventina nei pressi della porta avversaria e di farci trovare sorpresi al momento della discesa di Angelo sulla destra. Tutto studiato a tavolino. Nel secondo tempo c‘è stato un assedio totale. Un monologo juventino, un Siena schiacciato e dichiaratamente soddisfatto del punticino che avrebbero voluto raccogliere. Giovinco sale in cattedra con due chiare occasioni da gol, la Juve vuole vincere e togliere Marrone, un difensore, per Quagliarella, una punta, passando finalmente al tanto invocato 4-3-3 con Giaccherini e Asamoah esterni di difesa con licenza di offendere e l’inedito trio d’attacco composto da Giovinco, Quagliarella e Vucinic. A trovare il gol però, è Claudio Marchisio, il principino, su sponda volante di Chiellini. Primo gol in stagione e a quota 21 in maglia bianconera, un gol in più di Matri. Altri 3 punti. Sofferti. Giovinco il migliore. Marchisio re. 67% di possesso, con 695 palloni giocati contro 349, 18 minuti di supremazia territoriale contro 4 degli avversari, 18 tiri totali, 9 dei quali in porta. Si è giocato in una sola metà campo. Se il gol è arrivato solo a pochi minuti dal termine, però, merito è stato del Siena che ha limitato l’azione dei bianconeri, recuperando una quantità infinita di palloni, tanto che dietro Barzagli, leader in questa particolare classifica, ci sono le 21 palle conquistate da Neto, Vergassola, Paci e Felipe. Ben quattro senesi, tra i quali si inserisce il solo Chiellini. In compenso è tutta juventina la classifica dei passaggi riusciti. Il dato di squadra è 74,6%, mentre la classifica individuale vede in testa il solito Pirlo, con 75, seguito da Chiellini, 63, Marrone, 54, Barzagli e Marchisio, 52, e Vidal, 49. +6 rispetto alle prime 7 partite della stagione scorsa. L'anno scorso la Juventus, senza coppe, avrebbe giocato meglio(nonostante oggi si sia disputata una grande partita nel secondo tempo, costantemente oltre la metà campo), ma fino a Marzo probabilmente l'avrebbe pareggiata, prima che si passasse al 352 che ci ha permesso di vincerle tutte o quasi sino a Maggio. Carrera però dice che l’avremmo chiusa prima lo scorso anno. Sicuramente. Siamo di fronte ad una Juve che scende in campo “giocandosela” in modo più accorto. Poi, però, c’è sempre la faccia bella della medaglia che dice che delle ultime 17 la Juve ne ha vinte 15 e pareggiate due, che la Champions faccia perdere punti e invece 6 punti in più rispetto all'anno scorso. Pirlo sul banco degli imputati in questo inizio di stagione, è quello che, però, ha già fatto 3 gol in 6 partite. E la Juventus è in testa al campionato da 15 giornate consecutive con 46 da imbattuti. Magari i problemi attuali restano, comunque. Nessuno lo mette in dubbio. Difesa distratta e da registrare. Centrocampo carente nei laterali. Vidal e Lichtsteiner fuori forma. Un Vucinic indolente. Attacco inesistente. Nessuno che tira da fuori area. Schemi che, se la squadra non gira a mille, sono prevedibili, frivoli e inutili a difesa schierata. Se capitalizzassimo le palle gol, sarebbe tutto più semplice. Il passaggio al 433 dopo tanti mesi, però può darci spunti interessanti in queste due settimane di sosta. Era importate vincere e rimanere primi in vista del Napoli. I problemi di squadra si risolveranno. Uniti. Capita a tutte le grandi. Degli ultrà che hanno deciso la via del boicottaggio con “lo striscione del silenzio” esposto al Franchi non ne parliamo. Gli ultrà stessi, definendosi delinquenti senza cervello, sperano che sia la società ad evitare il muro contro muro attraverso il buonsenso. Voglio vedere col Napoli, allo JStadium, come si comportano.

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