Image Cross Fader Redux

di EMILIANO ZERILLI - Dopo l'ultima giornata di serie A, si sta ora delineando il duello Juventus-Napoli, come accadeva ai tempi di Maradona e Platini. La Juve, nello scontro diretto con la Roma di Zeman, ha dimostrato che le parole non servono se poi in campo non metti la grinta, la tecnica e l’acume tattico. La partita di sabato ha dimostrato ancora una volta che il calcio dell’allenatore boemo è come il comunismo, bello solo in teoria; in pratica si rischia di fare delle brutte figure. Ed è per questo che i media italiani dovrebbero esaltare gli allenatori veri e bravi come Conte e Montella, che propongono un calcio innovativo con idee nuove, e non esaltare Zeman che da 30 anni fa divertire chi gioca contro di lui e parla solo delle altre squadre di cui non ha mai fatto parte ( in particolare la Juventus); dunque, fa vendere più giornali e aumentare l’audience.
Altra storia è stata Sampdoria-Napoli, vinta dai partenopei per 1 a 0 (gol di Hamsik su rigore): partita bruttina dove entrambe le squadre giocavano a “calci” anziché a calcio. 2 gli episodi rilevanti: l’espulsione con la solita “sceneggiata napoletana” di Mazzarri nei confronti dell’arbitro (onestamente, l’allenatore del Napoli più che un professionista sembrava un bambino a cui non sta bene come giocano i compagni e si vuole portare il pallone a casa) e il rigore su Hamsik, inventato da Tagliavento perché il fallo avviene fuori area e si vede già a occhio nudo senza bisogno di ricorrere alle varie moviole. Noi juventini siamo abituati a sentirci chiamare “ladri”, ma nonostante queste illazioni non facciamo mai le vittime, ne tanto meno ci lamentiamo dei vari arbitraggi che più di una volta ci hanno fatto perdere scudetti ( la piscina di Perugia 2000, arbitro Collina, o l’anno successivo con il cambio della regolamentazione sugli extracomunitari da schierare in campo fatto a campionato in corso, poco prima della sfida Juve-Roma che favorì la squadra capitolina consentendogli di schierare il giapponese Nakata, autore del 2 a 2).
Mi sono sempre chiesto negli ultimi 5 anni e mezzo: “chissà dov’erano don Moggi e la sua cupola in quei casi?”. Personalmente non mi attacco agli episodi singoli, ciò che mi urta e penso dia fastidio anche a tutti gli juventini è la mancanza di uniformità di giudizio dei media in generale quando si tratta di episodi pro o contro la Juve. Nel caso specifico, il rigore del Napoli è stato ripreso dalle varie tv solo per pochi minuti, con commenti che convergevano sul fatto che l’arbitro avesse pochi secondi per decidere. Sorgono allora due quesiti: (1) se l’arbitro di Samp-Napoli ha pochi secondi per decidere, un qualsiasi direttore di gara che arbitra la Juve decide in un lasso di tempo più ampio? (2) se Hamsik fosse stato bianconero, per quanti anni se ne sarebbe parlato? Visto che ogni episodio dubbio a favore della Juve occupa una trasmissione intera, o quasi...
In Italia ci sono giornalisti che fanno il loro mestiere con la sciarpa della propria squadra (che non è la Juve) al collo. Ciò comporta nei vari Palombo, Zazzaroni, Caressa, Bergomi, ecc, (ne cito solo alcuni perché l’elenco è lungo) una non obiettività fuorviante per chi fruisce del mezzo d’informazione, che fomenta l’odio e l’antipatia del tifoso medio verso i colori bianconeri di Torino. Nel 2006 il “sentimento popolare” creato ad arte dai giornali e tv varie (gazzetta in primis) ha corrotto anche chi doveva decidere liberamente; in un paese civile l’informazione deve essere libera senza vincoli o interessi politici di alcun tipo, altrimenti si rischia che là libertà di giudizio del popolo diventi come l’idea di calcio zemaniana, cioè un'utopia.

Che ne pensi? Lascia il tuo commento e interagisci con gli altri!

Lascia il tuo commento su ForzaJuveblog.com!

Subscribe to Posts | Subscribe to Comments

Copyright 2006 | Forza Juve blog - www.forzajuveblog.com | Links utili: Redazione - Contattaci - Siti amici - Risultati in diretta