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di EMILIANO ZERILLI - Per noi juventini il nome di Del Piero evoca non solo indescrivibili emozioni, ma rappresenta forse il più grande numero 10 della gloriosa storia bianconera. Negli ultimi 19 anni chi ha pensato alla Juve anche per un momento, nel bene o nel male automaticamente avrà pensato anche ad Alex. Ci sono momenti nella vita di un tifoso che rimangono indelebili nella sua memoria e per questo lasso di tempo noi juventini non possiamo che ringraziare Alex per averci dato gioie indimenticabili. Dal gol del 3 a 2 con la Fiorentina nel 94/95, ai gol “alla Del Piero” in Champions, dal suo terribile infortunio nel 98 a Udine, agli applausi di tutto il Bernabeu dopo la sua doppietta nel 2008...e potrei continuare all’infinito perché le emozioni sono tante e non basterebbe un solo articolo per raccontarle tutte.
Eppure, c’è anche il Del Piero fuori dal campo, diventato fenomeno mediatico non solo per la Juventus, ma per tutto il calcio italiano; milioni di magliette col suo nome sono state vendute, migliaia se ne vendono ancora oggi. In ogni caso, sento di dover fare delle critiche al Del Piero post 2006, quello di una serie di esternazioni passate costantemente in rassegna che con la triade non avrebbe mai fatto: “ la serie B è stata un esperienza meravigliosa” o “gli scudetti sono 30 e li portiamo nel cuore, ma bisogna rispettare le regole della giustizia sportiva”. Ricordiamo, per di più, il video su Youtube in cui chiedeva alla società un ulteriore anno di contratto in bianco, mettendola indubbiamente con le spalle al muro, e, infine, il libro scritto con Maurizio Crosetti, un giornalista che in passato lo ha definito “dopato” e che ha infangato nel 2006 il nome della sua Juventus. Sono piccole cose sicuramente evitabili da una persona intelligente come lui.
Nei social network e nei forum si leggono migliaia di link e post che rimpiangono Del Piero e criticano Agnelli per averlo “sbattuto fuori”. Personalmente, credo che i fuoriclasse come lo stesso Alex debbano ritirarsi nel loro momento di gloria, affinché la gente ne abbia un buon ricordo; Platini lo ha fatto a 32 anni, quando avrebbe potuto dare ancora molto al calcio. Ma è pur vero che sono scelte personali che vanno rispettate.
Quello che mi lascia sbigottito è come si possa criticare la società (in special modo Agnelli) per aver senza troppi sentimentalismi scelto di non rinnovare il contratto di un 38enne che poteva creare disequilibri all’interno dello spogliatoio. Dobbiamo anche dire, infatti, che Del Piero, astenutosi da sempre alle polemiche, di fatto non gradiva la panchina. I musi lunghi quando Capello gli preferiva un certo Ibra, o quando nel 99’ con Ancellotti pretendeva di giocare per recuperare dall’infortunio, divenendo un peso per una squadra che quell'anno perse lo scudetto, ne sono un esempio lampante. Bisogna mettersi nei panni di Agnelli, che essendo un presidente di una società quotata in borsa non può permettersi di sorvolare su un video fatto da Del Piero; e giustamente se l’è legata al dito, prendendo dei provvedimenti l’anno successivo. Se sei un manager non puoi dare retta al tifoso che è in te, devi valutare ogni scelta che fai per il bene dell’azienda, “in questo caso la Juventus”. Anche l’entourage di Del Piero e lui stesso sanno benissimo che a certi livelli non può più giocare; non ha più la velocità di un tempo. Ecco perchè ha scelto l’Australia, ecco il perché di tutto questo livore verso Andrea Agnelli che trovo fuori luogo e anche di cattivo gusto, come lo è il non aver detto nelle sue interviste una parola di conforto al suo ex allenatore e compagno Antonio Conte, per tutte le vicende che effettivamente sta passando.
Nella vita si deve andare avanti e i tifosi “vedove di Del Piero” devono farsene una ragione: il capitano non giocherà mai più con la Juventus, i giocatori passano,“lei” resta!

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  1. Ma anche Agnelli doveva avere un occhio di riguardo per Del Piero che anche nell'ultima stagione ha segnato da riserva reti importanti. Forse una stretta di mano avrebbe rappresentato molto per tutti e due e una partita dedicata al suo uomo simbolo dalla Juventus nella persona del presidente Agnelli avrebbe significato molto per Alex. Magari un qualcosa di incancellabile impresso nel profondo del cuore.

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  2. Chissà che non possa rientrare tutto fra un paio di annetti!

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  3. Sono stato e rimarrò sempre un DelPierista convinto. Quando ci ha lasciato, ad essere sincero, non mi sono emozionato più di tanto, perché ho messo sul piatto della bilancia, le ragioni della Società e quello del giocatore che, a 38 anni il prossimo 9 novembre, ha voglia di dimostrare tutta la sua integrità psico-fisica. Detto ciò credo che un giocatore come Del Piero ancora oggi avrebbe fatto la differenza. L'unica domanda che mi pongo a cui ovviamente non so dare una risposta, è la seguente:
    "Avrebbe avuto senso relegarlo in panchina per un altro annetto, in attesa che attaccasse le scarpe al chiodo?

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  4. no meglio cosí... Sarebbe stato frustrante per lui e per tutti noi...

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