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di MATTEO - Era estate quando si paventava la possibilità di una fine della favola Catania. Prima l’addio del guru totale del team. L’ad Lo Monaco, uno dei maggiori esperti in Europa sul mercato sudamericano, non ha resistito all’ennesima discussione con il proprietario del club etneo, cedendo il posto al buon Gasparin. Con lui lasciava il centro di torre del grifo anche il tecnico Montella, autore di una stagione fantastica e in grado di garantire ai rossoblu un calcio estremamente spettacolare. A confermare gli auspici non troppo positivi arrivava in Agosto pure la vicissitudine del presidente Pulvirenti ,che ha visto fallire in pochi giorni la sua compagnia aerea. Si temevano ripercussioni sulla squadra e soprattutto sul mercato ma, la società ha saputo resistere alla tentazione di cedere i propri gioielli anche di fronte ad offerte concrete e attraenti. Gasparin ha confermato in blocco il gruppo della passata stagione affidandolo senza timori a Rolando Maran, tecnico ritornato sulla cresta dell’onda dopo una stagione eccellente a Varese. Il rosso tecnico di Trento ha dimostrato di non peccare di presunzione ed ha proseguito sulla strada ben diritta tracciata dall’aereoplanino. Il progetto tattico è rimasto immutato, gli interpreti principali invariati. In porta non manca la qualità. A contendersi il posto ci sono l’emergente Frison(miglior portiere della scorsa serie b) e, l’esperto Andujar, più volte titolare della selecion albiceleste. Il reparto difensivo è forse il meno competitivo. Al centro emergono esperienza e fisicità del duo Spolli-Legrottaglie. Entrambi amano il gioco aereo e soprattutto il grande ex legrottaglie non disdegna la fase d’impostazione. Caratteristiche simili al neo arrivato Rolin, attesissimo prospetto uruguagio. Gli esterni sono coperti da Marchese, Potenza e Bellusci. Il primo è un fluidificante dotato di grande spinta e di un tiro da fuori eccellente. Potenza è ormai un veterano e garantisce buona copertura sulla destra mentre Bellusci è una giovane promessa attesa da troppo tempo a un deciso salto di qualità. Recentemente trova parecchio spazio anche il cavallo di ritorno Alvarez. L’ex boca juniors non è più tornato ai fasti sudamericani ma rappresenta una valida alternativa per i laterali. La vera forza del team etneo sta però nella cerniera di centrocampo. La regia di Lodi, spesso illuminante abbinata alla tenacia di Almiron garantiscono al Catania una mediana da primissimi posti. Ciccio Lodi è cresciuto in maniera esponenziale nelle ultime due stagioni, confermando le doti strepitose sui piazzati e raggiungendo una continuità di rendimento impressionante. Al loro fianco si fa sentire l’esperienza del capitano Biagianti che non fa mai mancare inserimenti e lucidità nei momenti più complessi dei match. Hanno molto spazio anche due elementi come Izco e Castro. Il primo, vicecapitano della squadra, è risultato spesso il jolly vincente nelle grandi partite, segnando reti importanti come a Torino o Milano. Il secondo ha avuto un ottimo impatto con il campionato italiano. Dotato di un gran tiro ed eccellente senso di inserimento, garantisce il suo contributo anche nella fase di copertura. L’attacco si affida al genio di Gomez e Barrientos. Il papu, ha esplosività fuori dal comune. Il suo dribling letale fa malissimo. Barrientos si affida invece alla dolcezza dei suoi piedi e ad una intelligenza calcistica sopra la media. Entrambi hanno il compito di attivare la bocca da fuoco Bergessio. L’ex saint-etienne è un attaccante completo. El lavandina è un gran colpitore di testa ma ci sa fare e pure bene anche con i piedi. Non disdegna nemmeno le reti di rapina alla Pippo Inzaghi. Il reparto è completato dall’eterna promessa Morimoto, e dal francese Doukara, fenomeno l’anno passato nelle serie minori ma che difficilmente troverà spazio in serie a. PORTA: 7 DIFESA: 5.5 CENTROCAMPO: 7.5 ATTACCO: 7-

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  1. La Juventus targata Conte, in quel di Catania, vara il nuovo modulo: la C-Zona. Se Canà, con la Longobarda si spinse fino al 5-5-5, Antonio Conte adotta un più collaudato 1-3-5-2-1. Avete letto bene, ci sono ben due giocatori in più, che definirei due liberi: uno di attacco e uno di difesa. Si travestono da giudici di porta ma in realtà, proprio come i liberi nel volley, indossano una maglia diversa da quella della squadra di appartenenza, che è appunto bianconera. Il nuovo modulo prevede: un giocatore dietro la propria porta, che ha il delicatissimo ruolo di avanzare o, all'occorrenza, indietreggiare la linea di porta (leggi goal di Muntari); un altro giocatore dietro la linea di campo dell porta avversaria con il delicato compito di far sparire, secondo evenienza, il giocatore juventino che si trovasse malauguratamente oltre la linea di fuorigioco. Un bel modulo, la C-Zona che abbiamo già ammirato lo scorso anno nel big match di S.Siro, quando il libero di attacco fu abilissimo a spostare indietro la linea di porta juventina per neutralizzare il colpo di testa di Muntari. Un perfetto modulo ad albero di natale che, sotto i rami, nasconde più di un dono ai bianconeri. Ci sarebbe da piangere, a vedere le immagini del massimino, dove milioni di tifosi italiani hanno assistito all'ennesima rapina amano armata messa segno dalla nuova Rubentus. Pulvirenti, a fine gara, accusa il sestetto arbitrale di aver intenzionalmente truccato il match per la folle decisione di annullare un goal regolarissimo a Berghessio. Quello che Pulvirenti però non sa è che per la Juventus vige un regolamento ad hoc, e Pepe e Giaccherini dopo il goal dell'argentino protestavano con il giudice di porta per indurlo non all'errore, bensì all'applicazione rigorosa del regolamento bianconero, il quale prevede che:
    1. Per convalidare il goal contro la Juventus la palla deve oltrepassare di almeno un metro la linea di porta bianconera;
    2. La linea di fuorigioco per le azioni avversarie va tracciata partendo non dall'ultimo uomo bianconero, bensì dal penultimo giocatore;
    3. La linea di fuorigioco per le azioni di attacco bianconere deve avere un margine di tolleranza di almeno un metro entro il quale non può essere fischiato l'off-side;
    4. I rigori contro la Juventus sono tali solo se l'avversario riporta almeno dieci giorni di prognosi.
    Caro Pulvirenti, prima di accendere inutili fuochi di protesta, faccia co

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