Sull'onda del calcioscommesse, è successo proprio questo: Antonio Conte ha messo il bene della squadra al primo posto, dimenticandosi persino della dignità, quella che lui non ama trascurare. L'ha fatto pensando di sfruttare l'articolo 23, una sorta di "patteggiamento senza ammissione". Ma sappiamo che, in fondo, un patteggiamento è sempre un patteggiamento. Scendere ad accordi con chi accusa, sebbene si sia consapevoli della propria innocenza, sarebbe un errore madornale. E il mister stava per commetterlo, con l'appoggio di un Andrea Agnelli che, indubbiamente, lo avrebbe reso ancor più inconcepibile. Insomma, era stata scelta la via sbagliata, anche se l'avvocato De Rensis (legale di Conte) ci fa sapere come il diretto interessato sia stato convinto "con la forza", suo malgrado. Eppure, noi lo sapevamo.
E' come se Conte avesse vissuto la sua personalissima Divina Commedia: ha smarrito il suo percorso, per causa di un peccato che non sarebbe mai potuto essere attribuito alla sua persona. Ma è poi giunta una guida, un Virgilio, che in questo caso ha un sapore di beffa, considerando che è stata la stessa FIGC a condurlo involontariamente a non patteggiare.
La Disciplinare non ha ritenuto congrua la pena proposta dal mister leccese e avrebbe preferito che per lui ce ne fosse stata una "esemplare". Ma Conte, già infuriato per il primo patteggiamento, ha rifiutato la possibilità di un secondo compromesso optando nella difesa ad oltranza. Una scelta arrivata in ritardo. Presa in anticipo, avrebbe evitato di certo una simile umiliazione. Perché, dopotutto, si tratta di umiliazione: accetti di cambiare le tue abitudini, di accordarti quando non avresti mai voluto, ma ti vedi poi allontanato e costretto a rischiare una squalifica maggiore con l'aggravante di un "tentato patteggiamento". In pratica, il peggio del peggio.
Ma in fin dei conti, l'importante è che questa conclusione sia arrivata sul serio, che gli accusati bianconeri facciano sentire la propria in tutte le sedi, anche nel caso in cui dovessero sopraggiungere le squalifiche. E' importante, allo stesso modo, che Andrea Agnelli abbia deciso di cancellare definitivamente l'ipotesi patteggiamento attaccando in maniera pesante la Federazione, definita da lui stesso "dittatoriale". Finalmente. Dopo l'inconveniente, ora chapeau!
In concreto c'è stato un vero capovolgimento. Si è passati dal peggio al meglio. Tutti lo speravamo, anche perché sembra che siano tutti in grosse difficoltà, soprattutto dopo le arringhe difensive di Bonucci e Pepe. Masiello è ormai oggetto di profondi dubbi, tanto che Palazzi avrebbe chiesto a Bonucci di riconoscere i presunti contatti permettendogli poi di derubricare l'accusa da illecito a omessa denuncia. Ma Bonnie non si è spinto oltre e ha addirittura chiesto che fosse la procura stessa a derubricare di sua iniziativa. Per farla breve, che guerra sia.
Per adesso siamo tutti un po' ottimisti, ma sarebbe più giusto non sottovalutare chi ha in mano il potere. Purtroppo, ne abbiamo avuto prova in molte circostanze.
@gianlucascatena



8 commenti...dì la tua!:
L’articolo di Gianluca Scatena rispecchia, nella vicenda Conte, il mio semplice pensiero di tifoso juventino di periferia. Nei miei sogni di queste caldi notti agostane prefiguro palazzi ad una serva(colf o badante) con il potere, insito nelle sue stesse mansioni, di governare ovvero di comminare sanzioni, a seconda del comportamento del suo datore di lavoro, nei loro rispettivi ambiti di competenza. Questa volta però si è andati ben oltre il ruolo prefigurato, spettegolando addirittura su tutti o quasi i componenti la famiglia, adducendo motivazioni tramutate in condanne, secondo rituali sacrificali degni dei tribunali dell’Inquisizione, dove al presunto condannato non veniva concesso la possibilità di difendersi. Per dirla in breve siamo andati ben oltre il lecito, a cui ha fatto seguito comportamenti di stizza e di ribellione contro il governante, arrivando a chiederne, metaforicamente, la testa per il libero arbitrio usato nell’accudire le varie vicende familiari. Finito il sogno e risvegliatomi imbufalito per la situazione, a dir poco incresciosa, venutasi a creare, giustifico Conte per lo sforzo profuso nel voler patteggiare ai sensi dell’art. 23 del C.G.S., è sempre bene ricordarlo, come a testimoniare di aver scelto tra i tanti il male minore piegandosi, obtorto collo, al volere della Società, ma arrivati al diniego della Commissione Disciplinare sulla proposta di patteggiamento, di decidere di andare allo scontro muro contro muro perché, come ho sempre pensato e detto, il valore della dignità di una persona non ha prezzo.
Ciao Lorenzo, è andata così. Direi, fortunatamente. Come già scritto nell'articolo, patteggiare sarebbe stato un errore madornale. Ma dal momento che un tentativo c'è stato, una macchia, seppure minuscola, resterà sempre; in ogni modo, la situazione s'è capovolta, anche perché la Società ha dimostrato di non volersi sottrarre a chi l'aveva affossata nel 2006, sebbene inizialmente ci stesse ricascando...
Alla fine, bene così. Lotteremo fino in fondo.
Grazie per la considerazione.
Da quando è esplosa la vicenda calcio scommesse ho letto svariati articoli sul caso, compresi innumerevoli post dell'ambiente bianconero sull'ennesimo scandalo del calcio italiano.
Non riesco però a capire chi sarebbe questo potere oscuro che tutto controlla e tutto gestisce. Parlate di complotti e meschinate come se si fosse dentro una guerra fredda fatta di spie e di spionaggi, di eserciti e di mercenari. Ma chi sarebbe il Licio Gelli della situazione? Moratti?Berlusconi?La CIA?Il Mossad?
Chi manovra i fili delle marionette in stile Palazzi?
In ogni tesi complottistica e dietrologa che mira a far luce su presunti misteri c'è sempre una spiegazione, un responsabile, un sistema accreditato come fautore di nefandezze atte a distruggere qualcuno o qualcosa.
Pertanto, con tutta sincerità e con tanta voglia di capire, vi chiedo:
chi è il mostro?
chi incarna il Potere oscuro?
Il fiume va sempre verso il mare
gli imbroglioni vanno sempre da altri imbroglioni
per fortuna non hanno squalificato bonucci che è l'anello debole della squadra. Spero solo che giochi sabato
iuventini amanti dei padroni abituati a legarsi coi potenti anche se si ruba . invece di condannare gli errori no si fanno le vittime lo sport e correttezza lealta ma questo non appartiene a chi per anni e abituato a vincere spesso con l inganno. l amore per una maglia non si misura con i trofei vinti ma con l attacamento ai colori della stessa quindi o 28 o 30 non cambia niente , ma voi abituati a non essere toccati dal sistema vi e bruciato essere trattati come un altro normale club . imparate ad essere umili accettate gli errori e cercate una volta per tutte di avere un po di sana etica sportiva , e forse miglirerete anche come persone .
Patteggiato contro il suo volere???? 10 anni solo per le minchiate che dite. E adesso cercatevi un attaccante tutto vostro
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