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di GIANLUCA SCATENA - "A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca". E' uno di quei piccoli proverbi che in queste ore spopola nell'ambiente bianconero. Diciamocelo, noi juventini siamo abituati a "pensar male", ma semplicemente perché ci inducono a farlo. E quando lo facciamo non è un passatempo, non siamo poi così malfidati; lo facciamo dal momento in cui il mondo che ci circonda vuole prenderci di mira. Abbiamo uno stile completamente diverso dal resto dei club italiani, abbiamo una storia che parla di vittorie, di imbattibilità. In Italia, però, c'è qualcuno che questa situazione proprio non riesce a digerirla. E' un dato di fatto.

La Juventus sa cosa vuol dire "due pesi, due misure". Nel 2006 fu colpita da Calciopoli con una serie di provvedimenti che ancora oggi ci suonano strani ed è alquanto inutile stare a ripeterli per l'ennesima volta, considerando che pure chi non vuole informarsi sa a grandi linee di cosa si tratta (ecco, tranne quelli col prosciutto agli occhi!). Si vedano ad esempio le intercettazioni definite "illegali" targate Juve, mandata in B, e quelle targate "un'altra squadra", di Milano per la precisione, rimasta in A e, a dirla tutta, nemmeno indagata. Cose spicciole che rendono subito l'idea.

In ogni caso la Vecchia Signora è tornata più che mai alla ribalta; lo scorso anno, dopo due settimi posti che fanno da portabandiera agli innumerevoli record segnati in negativo, è giunta nuovamente sul "tetto d'Italia", come espresso giorni addietro da mister Conte. Quest'anno avrebbe voluto prendersi anche "il tetto d'Europa". O almeno ci avrebbe provato. Anzi, ci proverà lo stesso, con il vero allenatore a dirigere dalla tribuna. I deferimenti di ieri preoccupano un pò tutti e la società sta pensando a come "minimizzare l'accaduto": in panchina andrà Baroni, mister della Primavera. Ma sarà una presenza fisica. Antonio darà la spinta morale dai campi di Vinovo, durante la settimana. 

Bene, la soluzione al peggio c'è. Resta comunque l'amaro in bocca per quanto vissuto e sentito. I giornali continuano a farla da padroni, rimarcando ancora una volta il concetto "Juventus ladra"; la giustizia sportiva, invece, continua chiaramente a fare schifo, con le sue strane decisioni che sembrano sul serio voler colpire sempre e solo una squadra. Si, perché "colpire Conte significa colpire la Juventus", lo dice anche Panorama. "Perchè nessuno più del tecnico salentino è l'emblema e il motore della rinascita juventina".
Ma qui non è solo "pensar male". Qui, come in ogni occasione, c'è davvero qualcosa di troppo ambiguo. A partire dall'invalicabile fiducia verso Carobbio, il pentito più famoso d'Italia dotato di indiscutibile attendibilità (sebbene i suoi discorsi siano formati in gran parte da "non sono certo di" e "credo"). La prova che "incarcera" Antonio Conte, sostanzialmente, è proprio lui. Cartacee, di fatto, non ce ne sono; le sue deposizione, a quanto pare, sono migliori. Il discorso non cambia se si fa riferimento a Pepe, o meglio, a Bonucci, accusato di illecito sportivo dopo che il suo ex compagno Masiello, altro pentito, lo ha tirato in ballo. Ebbene: come ci si può fidare di una giustizia che si basa sulle dichiarazioni di pentiti? Se funzionasse davvero così, chiunque potrebbe mandare in gattabuia chiunque...
Eppure, c'è altro che fa ancora più acredine: secondo Carobbio, Conte dice ai ragazzi di stare tranquilli nel corso di una riunione tecnica, era stato raggiunto l'accordo col Novara; idem nel match con Albinoleffe. E allora, partendo dal presupposto che fosse omessa denuncia (ed ecco a voi la primissima incongruenza: in realtà dicono che, in caso di accusa fondata, ci troveremmo di fronte ad un illecito sportivo piuttosto che ad un'omessa denuncia), avrebbero dovuto deferire l'intero Siena, l'intero Novara e l'intero Albinoleffe. Ma la coerenza è cosa di pochi. Anzi, l'imparzialità.

Ora resta da capire se Conte patteggerà o meno, come il resto dei deferiti. Io un'idea ce l'ho: "perdere è come morire". Cito il diretto interessato: la Juventus chiederà di scendere a patti, ma lui vorrà lottare per dimostrare la sua innocenza.
@gianlucascatena

7 commenti...dì la tua!... Leggi e aggiungi il tuo commento!

  1. La Sindrome da accerchiamento è un pericoloso stato mentale che mina la salute psicologica dell'individuo.
    Chi ne soffre è portato a pensare che tutto il mondo stia tramando alle proprie spalle e che vi siano deliranti e segreti piani complottistici volti ad annullare la personalità e i risultati socio-lavorativi del malato.

    "Il pentito , a differenza del classico informatore anonimo, del collaboratore della polizia utilizzato nelle indagini e lasciato nell’ombra, pone problemi nuovi e diversi alla magistratura e all’opinione pubblica. Egli accusa se stesso nel momento in cui accusa gli altri e chiede protezione.
    I pentiti di cui mi sono occupato, nello spazio di sei anni, hanno finito con il tracciare un panorama abbastanza completo di Cosa Nostra da tutti i possibili punti di vista." GIOVANNI FALCONE

    "come ci si può fidare di una giustizia che si basa sulle dichiarazioni di pentiti? Se funzionasse davvero così, chiunque potrebbe mandare in gattabuia chiunque..."
    Vallo a dire a chi, come Falcone, ha pagato con la vita la sua lotta alla mafia, portata avanti soprattutto con deposizioni di pentiti di cosa nostra!!!
    Se c'è qualcuno che ha la lonza sopra gli occhi bè...non avrei dubbi su chi sia!!!

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  2. come volevasi dimostrare Conte é un ladro e deve andare in galera.

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  3. Il discorso è sempre lo stesso: due pesi, due misure. Dal 2006 funziona cosi e fino a quando non ci sarà un giustizia giusta non faremo altro che lamentarci e criticare, giustamente. Quindi, altro che sindrome da accerchiamento!!

    Paragonare Giovanni Falcone e la sua lotta al calcioscommesse non mi pare tanto azzeccato...non fosse altro perchè si tratta di due cose totalmente diverse, ma tu, sempre il solito milanista ficcanaso che ha trovato il diversivo a Critica Rossonera, sei solito accostare calcio e storia politica come fossero una cosa sola. Bravo!

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  4. Conte NON E' un ladro e NON ANDRA' in galera e voi GUFI INVIDIOSI scoppierete tutti!!!!!

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  5. Accostare Falcone e la sua lotta alla mafia al calcio e alle sue scommesse è delirio, è pura blasfemia: non c'è più religione!

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  6. A pensar male ci si azzecca sempre

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  7. A pensar male ci si azzecca sempre

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