JUVE, SII CONSAPEVOLE: SEI TROPPO BELLA PER FAR VINCERE UN MILAN TANTO BRUTTO!

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di FRANCESCO CERRETELLI - Oltre le doti tecniche, oltre i milioni di euro, oltre i nomi, il calcio è fatto di emozioni, stimoli, sensazioni e consapevolezza. La squadra più forte la si riconosce da questo ultimo requisito: la consapevolezza di essere la più forte. Questa consapevolezza è stata cucita visibilmente, nel passato recente, all’Inter - per troppo tempo - e al Milan l’anno scorso e si identificava col volto canzonatore di Ibrahimovic. Questa stagione è successo qualcosa di impensabile e la Juve si trova così in testa a due giornate dal termine dopo due settimi posti consecutivi e priva dei rinomati top players. Ed è successo anche che questa Juve sia stata baciata e amata da questa Consapevolezza - paragoniamola pure a un’amante, a una bellissima donna - e questo amore abbia seguito tuttavia un processo anomalo e ancora travagliato. Eccone la storia: il Milan, il suo ambiente, il caro Allegri talmente sicuri dell’amore della Consapevolezza lasciano in testa la Juve per un intero girone di andata, permettendo in tal modo che la Juve possa amarla e conquistarla, questa Consapevolezza. La Juve però dal canto suo non può credere a questo amore, di essere lei la regina del campionato, di essere la più forte. E questa sua titubanza, questa sua modestia si trasforma in malattia d’amore, in Pareggite. Dall’altra parte a Udine un Milan sulle gambe, quasi logoro e decadente incontra un’altra amante che gira sempre in coppia con la Consapevolezza: la Fortuna. E come approda quella anche la Consapevolezza torna a Milanello, ma solo per un breve periodo. La Juve si ritrova così nella sua dimensione umile e sublime al tempo stesso: perché la Forza e la Consapevolezza, come il Potere cambiano spesso letto e casacca e premiano i migliori e coloro che brillano per bellezza, costanza e caparbietà. E la Juve è troppo bella e il Milan troppo brutto a vedersi. La svolta a Firenze e proprio la squadra viola, acerrima rivale, pugnala il Milan qualche settimana dopo mostrandogli uno specchio e dicendogli: sei troppo brutto per vincere, come può la Consapevolezza di essere il più forte esserti propria? Ancora più crudele era stata l’imperatrice del calcio, Barcellona, secondo cui il Milan altro non era che un gruppo di buoni giocatori devoti al senza palle Ibra e dei piagnoni come il loro allenatore anche dopo essere stati presi a pallonate e umiliati.

Terminando la metafora e la storiella, bado al sodo: la Juventus, qualunque cosa si dica o si pensi a giro, è la squadra più forte, lo ha dimostrato in tutto il corso del campionato al di là dei suoi numeri strepitosi e dell’imbattibilità. Deve solo prendere tra le sue braccia, mettersi in testa, la Consapevolezza di essere la più forte e quindi non temere di avere solo un gol di vantaggio sull'avversario, non temere se tutte le occasioni non si trasformano in gol, non temere che quasi tutti i suoi giocatori non abbiano mai vinto nulla perché la Juve è forte, svegliamoci, fortissima ed è meravigliosa a vedersi. Questa Consapevolezza deve prevalere sulla Paura di non essere all’altezza vista col Lecce nel secondo tempo e Conte non deve abbandonarsi al Fatalismo: la sua squadra è la più forte e pochi giri di parole. Questo scudetto lo possiamo solo perdere e chi ha dominato un campionato e si trova nella condizione di poter perdere qualcosa che ha ed ha sempre avuto è il più forte. Ma i forti devono anche avere la testa e soprattutto, una volta per tutte, CONSAPEVOLEZZA di esserlo. VINCIAMO IL TRICOLORE!

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