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di GIANLUCA SCATENA - C'è chi dice che se avessimo portato a casa la Coppa Italia, l'annata avrebbe avuto una definizione diversa. Sarebbe stata storica. Una frase ipotetica che stona decisamente con quanto fatto dalla Juventus di Antonio Conte. Rimanere imbattuti per 42 partite consecutive è un'impresa da incorniciare, nonostante possa rivelarsi causa di vizi intollerabili, quelli che si presentano alla prima sconfitta. Tanto è successo nella finale contro il Napoli: la sensazione era che per l'amarezza dello scivolone finale la stagione potesse ritenersi fallimentare. Ebbene si, amici, questa Juve ci ha viziato come non mai...

Ci ha viziato con un gioco spettacolare, un gioco che, in Europa, molti club cercano di introdurre nei loro annali; un gioco fatto di possesso palla, tanto, e passaggi corti che fanno sembrare la squadra sempre più compatta, oltre che nell'anima. Un'anima che nei tempi recenti, come nell'era delneriana, pareva essersi assopita definitivamente, subendo ancora gli effetti di quel sonnifero micidiale che la Juventus ha dovuto ingoiare sei anni fa, per il volere di "potenze nascoste". Un'anima che è stata risvegliata da un tizio che se ne intende, perchè lui stesso, in campo, la offriva come pochi. E i segni si vedevano sulla maglia, questo è certo. Sulla maglia e persino sulla fascia da capitano, caro Conte...

Segni che anche quest'anno sono più che visibili. Portano la firma di una rosa affamata di vittorie che è riuscita ad agguantare uno scudetto meritatissimo. Sul campo, come il 28esimo e il 29esimo, combattendo giornata per giornata fino a stabilire il record di imbattibilità della Serie A. Una rosa che per quanto concerne il campionato può dirsi imbattibile, appunto. Ecco perchè la storia è stata scritta anche senza la Coppa Italia...

E allora c'era bisogno di celebrare questo nuovo pezzo di storia. Il nostro Roberto Savino l'ha capito immediatamente. S'è messo all'opera, componendone una vera e propria: "IMBATTIBILI, la Juve della terza stella". Un percorso di vittorie rivisto da una delle penne bianconere forse più amate degli ultimi mesi, una penna incantata che è già riuscita a deliziare i lettori con il suo "Alex Del Piero minuto per minuto".
Ma "Imbattibili" non rappresenta soltanto un mucchio di pagine con le statistiche di tutte le partite della stagione, i goal, le pagelle di coloro che in campionato sono ancora imbattuti. E' il racconto di un tifoso che trascorre la sua vita nella più totale normalità, vivendo le impressioni di tutti e condividendo le proprie. E' uno di quelli che spopolano nel web con il pregio di una mano che fa scorrere poeticamente la sua penna. Da questo, è arrivato a battersi nella concorrenza con pezzi "grossi" del giornalismo nazionale; come lui, hanno avuto l'idea di parlare della Juventus targata 2011/2012, quella che in Italia emana esclusività pura. Al momento, comunque, "Imbattibili" è l'unica pubblicazione che celebra il trentesimo scudetto, con l'immagine in copertina che è tutto dire. Anche per questo, ne sono certo, le vincerà tutte, perchè Roberto non è servo di nessuno e può gridare tranquillamente che sono 30!

"La stanchezza affiora in entrambe le contendenti ed a quattro minuti dal termine è uno spunto di Marchisio a cambiare il corso della storia. La lavagna è piantata nel mezzo del campo. Il pallone raccolto dal Principino sulla tre quarti è il gessetto nelle mani di un Maestro. La corsa della palla disegna per due volte consecutive dei cateti servendosi la prima volta della sponda di Vidal e, la seconda, dei piedi di Vucinic, mentre la corsa del numero 8 di Madama racconta precise ipotenuse. Non è certo, anzi lo si dubita fortemente, che in quell’attimo gli attoniti difensori rossoneri, così come tutti gli occhi puntati sull’azione, fossero così interessati a calcolare le rispettive aree di tali perfetti triangoli rettangoli, sta di fatto che a nulla serve il tentativo di Bonera di rovinare la dimostrazione pitagorica, con una sfera che rotola alle spalle di Abbiati per la gioia impazzita e senza freni dei bianconeri." (Da "Imbattibili", Roberto Savino)

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  1. grazie gianluca, mi commuovi. rob.

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  2. Il brano è bellissimo, complimenti :-)

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  3. Complimenti veramente, queste parole sono la traduzione meravigliosamente poetica del grido collettivo che si leva alla magia di un gol, emozione che non da tutti può essere espresso in tal modo! Sarà un gran bel libro, complimenti ancora! :)

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