Image Cross Fader Redux

di GIANLUCA SCATENA - E' andata così. L'obiettivo era chiudere la stagione da imbattuti, con la ciliegina sulla torta. Alla fine, come direbbe il capitano, abbiamo preso "solo" la torta. E ci sta. I complimenti vanno fatti al Napoli per la partita giocata e per il carattere espresso, quello che in sostanza e' mancato ai bianconeri per centrare il double. Di contro, i complimenti non andrebbero fatti ai napoletani. Ma precisiamo, per evitare fraintendimenti e non fare di tutta l'erba un fascio: non meritano elogi coloro che hanno fischiato l'inno di Mameli, un mezzo che magari ci avrebbe unito per una manciata di minuti; a maggior ragione, non li meritano neppure quei napoletani (ai quali probabilmente si aggiunge qualche bianconero) che nel corso del minuto di silenzio hanno pensato bene di sbraitare come cani in cerca di cibo. Solita questione di civiltà per la quale, in Italia, non smetteremo mai di dimenarci. Ulteriore dimostrazione giunge dagli avvenimenti successivi all'evento, quelli che parlano di accoltellamenti e accerchiamenti. Ci si dovrebbe semplicemente vergognare.

Ma questo non è calcio, non è sport. Non e' integrità mentale. Nel nostro tempo, nel tempo di stadi che di nuovo hanno solo i tornelli, il vero sport lo si puo vedere col cannocchiale, seppure. Trattasi di utopia. Come utopia e' vedere tifosi con maglie diverse avvicinarsi assieme allo stadio e salutarsi all'entrata, senza assistere a deviazioni, transenne, navette ed elicotteri come se fossimo nel bel mezzo di una tragica faida. Ieri sarebbe stato difficile per chiunque distinguere Roma da Baghdad, vista comunque dalla tv...

Obiettivamente, c'è chi, come la Juventus, ha dato segnali positivi, percorrendo un anno in uno stadio innovativo e senza barriere, alla faccia degli scettici che allo "schiaffo su Di Vaio" si erano mossi con prontezza per gridare al mondo un "l'avevo detto io!" di supponenza sprecata. Ecco perchè essere juventino è un privilegio...
Lo è anche perchè ad oggi si ha l'opportunità di cantare a squarciagola quel coro strozzato appena sei anni fa, lo è per la possibilità di vedere campioni che nella storia hanno fatto la differenza e salutarli come divinità al loro arrivederci; non importa se un'imbattibilità che sembrava poter durare all'infinito è ormai da cestinare, si perdoni il passo falso e si pensi ad un futuro che mai è stato più roseo di questo.

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  1. Ciao Gianluca, c'ero anche io. Mi vedi? Sono il quinto da sinistra

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  2. Gianluca: eravamo più vicini di quanto immaginassi :)

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  3. Ciao Sante, da questa foto non riesco a capire chi sei sinceramente! Ma...Alla fine potevamo beccarci direttamente da lì! :-D

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  4. no no, in questa foto non ci sono :) ero più o meno a una ventina di metri :)

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