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di FABIO MIGNARDI - Con una partita da recuperare e un punto di vantaggio sul campione in carica Milan siamo in vetta alla classifica di serie A.
Questa soddisfazione mancava ormai da tempo e tutti o la maggior parte dei meriti sono da attribuire ad Antonio Conte.
Un mercato estivo senza top player ma ricco di promesse ha dato inizio al soggiorno juventino nel nuovo capolavoro architettonico denominato Juventus Stadium. Ma il cambiamento più sorprendente è stato proprio l'allenatore, capace di restituire a quei magici colori uno spirito e uno stile che sembravano ormai persi da tempo, quasi perduti, riassumibili nel puro concetto di "Juventus".
Tra tutti i pregi, uno importantissimo da sottolineare ringraziando Conte, è quello di essere un allenatore duttile e disponibile ad adattarsi a ogni situazione, il contrario di tutti i precedenti allenatori bianconeri dell'era post-calciopoli. Non c'è solo il 4-4-2, il 5-4-1 o un qualsiasi modulo per forza fisso, ma ci sono il Lecce, la Fiorentina, il Palermo, il Bologna l'Inter e così via..ogni partita ha una sua fisionomia e in questo modo va preparata singolarmente con accurate formule. Così abbiamo visto 4-2-4, 4-3-3, 4-4-2 ecc...ma soprattutto abbiamo visto modellarsi un gioco diventato esclusivo nel campionato italiano della corrente stagione, arrivando dove siamo ora:primi.

Se sommiamo quindi i meriti tecnico-tattici (per rifarsi a Capello) di Conte alle qualità dei giocatori che quest ultimo ha in rosa e dando un'occhiata alla classifica possiamo affermare che la stagione 2011/2012 ci ha visti più sorridenti che tristi, anzi, forse mai tristi per il semplice motivo che la sconfitta ancora "ci manca".
L'unica fonte di inappagamento deriva dal fatto che 9 volte su 21 abbiamo avuto "mezze soddisfazioni". Nove pareggi a metà campionato per una prima della classe sono un forse troppi, considerando soprattutto quelli in casa con Siena, Cagliari, Bologna e Genoa.
Ciò che manca all'organico di Conte è un pizzico in più di cinismo, un po' di sana cattiveria sotto porta: il nostro attaccante più prolifico, Alessandro Matri, ha bollato nove volte, sicuramente poche per una punta da prima in classifica; molti sono gli errori sotto porta, le occasioni sprecate. Questo ovviamente non vanifica il lavoro fatto da Conte, che ha messo in luce un ottimo Pirlo capace di danzare col pallone mettendo in condizione i suoi compagni di finalizzare sotto porta, un ottimo Pepe che sfonda, aggressivo, sulla destra, uno straordinario centrocampista come Marchisio e così via.
Detto ciò, il più insidioso Milan, ci offre un' opportunità che non possiamo sprecare: dopo la squalifica di Ibra la squadra di Allegri si trova ad affrontare tre partite senza il suo top player (tra cui Udinese e la partitissima del Meazza proprio contro la Juventus) e senza un difensore come Nesta.
Abbiamo una partita in meno, il Milan è in difficoltà e questo campionato non può più vincerlo, ma noi possiamo ancora perderlo.
Per ora primi sì. Ma non troppo.

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