Image Cross Fader Redux

di ROBERTO D'INGIULLO - Iniziamo con una premessa. Ibra è un patrimonio del nostro calcio, uno dei pochissimi in questa svalutata serie A capace di emozionare, di sorprenderti ogni volta che il pallone finisce tra i suoi piedi. Un maestro di futbal come l'ex allenatore del Brasile, Mario Zagallo, sentenziava «i campioni fanno una cosa diversa da quella che ti aspetti trovando una seconda possibilità oscura a molti; i fuoriclasse riescono ad inventarsi una terza opzione».
Ibra appartiene a quest'ultima categoria e non c'è dubbio che un giocatore così dominante possa ricevere provocazioni nel corso della partita. Ma con tutta l'ammirazione per l'asso svedese, sembrano davvero infantili i tentativi di difesa dell'ambiente rossonero dopo la nuova performance in cui si è prodotto Zlatanone. Sostenere – come fatto da Adriano Galliani e Massimo Ambrosini – che la colpa di quanto avvenuto in Coppa Italia è di Chiellini, reo di aver riportato all'arbitro l'ennesima "prodezza" dall'attaccante di Malmoe, appare obiettivamente un alibi fragile.
In estrema sintesi: Ibra viene espulso nel big match col Napoli per aver dato uno schiaffo ad un avversario a gioco fermo, il Milan si adopera con i propri legali e con tutta la diplomazia possibile per ridurre la squalifica in campionato e lui cosa si inventa? Tre giorni dopo la manata ad Aronica, ne rifila un'altra a Storari. Come uno scolaretto che viene sanzionato per aver fatto una pernacchia ad un professore e che, mentre i genitori provano a persuadere gli insegnanti sull'opportunità di mitigare il provvedimento disciplinare, non trova di meglio che fare una seconda pernacchia lamentandosi poi con il compagno che ha denunciato l'accaduto.
La domanda che sorge è la seguente: cosa avrebbe dovuto fare Chiellini vedendo Storari colpito dal ceffone di Ibra? Avrebbe dovuto forse porgere l'altra guancia? Oppure cogliere l'occasione per inscenare una rissa da saloon? O ringraziare lo svedese in attesa che nei prossimi impegni saluti gli avversari allo stesso modo (Galliani please, diamo alle cose il loro nome: si tratta di schiaffi e non di buffetti o di simpatiche carezze..) Certe giustificazioni non reggono per un ragazzino in un'aula scolastica, figuriamoci per una campione di trent'anni abituato da una vita a giocare sotto i riflettori di uno stadio e davanti alle telecamere di tutto il mondo.

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  1. Se si arrabbia uno con lo stipendio di Ibrahimovic, cosa dovrebbe fare un giocatore che si fà il "mazzo" e percepisce molto molto meno??
    Chiaramente, è una battuta. In verità, Ibrahimovic, indipendentemente se trattasi di schiaffi, di buffetti o di carezze, non può permettersi di provocare gli avversari mettendogli le mani in faccia. A parte ch'è recidivo, non mi spiego come il sig Galliani possa difenderlo anzichè dargli una tiratina d'orecchio.
    Chiellini e Storari sono stati bravi a non accettare la provocazione e a reagire in maniera civile.

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