di GIANLUCA SCATENA per CalcioGP.it - Se dovessi scrivere la prima frase che mi ronza in mente in questo istante, non ci sarebbe alcun dubbio: “col cuore si vince!”. Generalmente, Tiziano Crudeli docet, anche se in questo caso specifico non ci azzecca totalmente. Da un lato, l’anima venduta sul campo (specialmente al secondo tempo), considerando i primi scorci di gara e il risultato finale, potrebbe paragonarsi a quella di una vittoria tremendamente sudata; fin dall’inizio, era ovvio che la partita non sarebbe stata facile, sebbene giocatori come Arturo Vidal si gettassero furiosamente a destra e a manca pur di far ripartire i classici contropiedi targati Juventus 2011/2012.
Dall’altro lato, quindi, è proprio il verbo ad essere errato. Perchè fino a prova contraria si tratta di un punto. Di un bel punto, a dirla tutta.
Il dna bianconero ci dice che il pareggio è allo stesso tempo una sconfitta. Ma al San Paolo, dove pure il Milan non ha retto la pressione, con un pubblico di quelli, non è da considerarsi proprio una sconfitta. Anche perchè, a partita iniziata, la Juve aveva tutto da guadagnare. Ed è stato così, dopotutto.
Insomma, si torna a Torino con 26 punti, 2 in più rispetto al Milan secondo. Eppure, da parte di qualcuno potrebbe aggiungersi un pizzico di rammarico, dal momento che, analizzando le pessime condizioni dei partenopei negli ultimi minuti, il quarto goal non era poi un miraggio (Conte ha preferito chiudersi). Ma tant’è, quel numero tondo tondo che spadroneggia nelle statistiche delle sconfitte resta pur sempre un elemento positivo.
Senza dubbio, se la difesa si fosse comportata discretamente, in particolar modo un Bonucci che qualche giorno e km addietro aveva impressionato, certe libertà per Pandev non ci sarebbero state.
Guardiamo le note soddisfacenti: il Napoli resta a distanza, la Juve allunga, seppur di poco, Pepe e Matri continuano a segnare mentre Estigarribia si rivela inaspettatamente decisivo. E quando tutti cominciano ad essere partecipi all’interno di vere e proprie imprese, allora si può continuare a sognare liberamente, visto inoltre che la fortuna non sembra volersi staccare dalla maglia. Vedi il rigore di Hamsik…
Questa Juve è di un Conte machiavellico, che da vero Principe, ci mette bravura e, al contempo, sfrutta sagacemente la sua fortuna. Non so voi, io me la godo.
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