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UCCELLINODIDELPIERO.COM - Premessa: ho grande rispetto per la Prefettura di Napoli, per le istituzioni in genere, per il morto di Pozzuoli (morto ieri notte, comunque, non oggi), per i disagi causati dalla pioggia ai napoletani e per le lacrime versate da chi ha subito dei danni che difficilmente saranno risarciti. Il mio pensiero va a queste persone, ed è sincero. Le partite di pallone sono poca cosa a confronto dell’incolumità e della sicurezza dei cittadini. Leggo tanti commenti e messaggi di juventini napoletani (una razza che esiste, piaccia o non piaccia) che giurano come in realtà non sia mai stata in pericolo, e come si sia deciso solamente sull’onda emotiva di quanto accaduto a Genova (o meglio al sindaco di Genova). Per rispetto, non affronterò la questione in questi termini, nè mi arrogherò il diritto di giudicare da dietro un pc se la decisione del rinvio sia stata giusta o sbagliata. E’ stata presa dall’organo competente e non si può che prenderne atto. Certo, è innegabile come dalle 15 in poi le nuvole a Napoli siano sparite, sostituite da un sole splendente per tutto il pomeriggio. Certo, lo stadio già allora era asciugato e in perfette condizioni (terreno compreso), con la zona circostante il San Paolo che non presentava alcun allagamento nè problematiche particolari, anzi. Youtube e Facebook sono già pieni di video che lo testimoniano. Ma si è deciso, irritualmente prestissimo, e amen. Non è questo il punto. E’ altro che mi lascia perplesso.

Non conosco la prassi, in queste situazioni. So solo che Beppe Marotta, intervistato subito dopo l’ufficializzazione del rinvio, ha dichiarato: «Noi abbiamo appreso da Sky direttamente la notizia di un vertice avvenuto in Prefettura di cui non eravamo a conoscenza». Vertice confermato dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris, che ha spiegato: «Abbiamo deciso per una serie di motivi di rinviare la partita: tutto il personale è impegnato su altri fronti. La SSC Napoli poi ci ha comunicato che il campo era impraticabile. Per questa sera si dovevano muovere 60mila persone anche dalla provincia, è stato saggio rinviare la partita». Non entro come detto nel merito, anche se a volerlo fare si potrebbe dire che è compito del Comune (De Magistris?) garantire l’aspirazione dell’acqua dagli spogliatoi del San Paolo (non è il primo nè l’unico stadio italiano dove quando piove si allagano: si risolve, volendo). Si potrebbe anche linkare qualche video (Zuliani?) del primo pomeriggio che dimostra come il campo fosse in condizioni pressochè perfette, nonostante Bigon, DS del Napoli, abbia dichiarato uscendo dal vertice che «Stamattina sono stato a vedere il terreno di gioco: c’era anche il serio rischio che la partita fosse rinviata direttamente dall’arbitro per impraticabilità di campo». Ha sbagliato previsione. Succede. La perplessità è invece proprio sulla sua presenza: che ci faceva in questo inedito e sorprendente vertice “in famiglia”? Si sarebbe dovuto e potuto, a questo punto, ascoltare anche la controparte Juventus ma, soprattutto, ha dell’incredibile quanto dichairato da Beretta, ovvero che la Lega Calcio, organizzatrice del campionato, non sia stata nemmeno ascoltata e abbia appreso, come Marotta, tutto tramite tv. Bigon sì, Marotta e la Lega no. Ma non sono malizioso, non voglio esserlo. Si saranno dimenticati nel parapiglia della crisi in corso. Ci pensa Sky. E va bene, va bene pure questo, siamo sportivi. Anche se – in giuridichese – uno potrebbe dire che il prefetto ha disposto all’esito di un incontro con il sindaco ed una delle due società e, in pratica, ha realizzato una conferenza di servizi senza che alla stessa partecipassero l’altra componente sportiva nonchè l’organismo organizzatore dell’evento che, per l’effetto, avrebbe potuto adoperarsi, di concerto con l’Autorità prefettizia, per un rinvio di 24 ore, facendo derogare all’obbligo delle società di consentire la partenza dei nazionali straneri entro il lunedì.

Non andrebbe per rispetto contestata neanche la decisione del rinvio motivata da possibili problemi di accesso allo stadio dei tifosi provenienti “dalla provincia”, anche se volendolo fare si potrebbe dire ad esempio che il 26 ottobre scorso la partita Genoa-Roma si è regolarmente disputata nonostante l’autostrada fosse chiusa a La Spezia e fosse perciò impossibile per i tifosi romanisti raggiungere lo stadio, complice anche gli inviti della protezione civile a non mettersi in viaggio. Hanno deciso così, amen. Parliamo pur sempre di una partita di pallone, come detto, e ci sono cose più importanti nella vita.

Però, come dicono a Napoli, accà nisciun’è fess’. Perchè si accetta tutto, ma non la presa in giro per trarne pure (altro) vantaggio! Restando solamente sul piano sportivo, infatti, quello che è successo è che il Napoli, tramite Bigon, ha partecipato al suddetto vertice a tre in prefettura e, appena uscito (e senza aver consultato la Lega, come detto), il dirigente partenopeo ha subito tirato fuori una data, il 14 dicembre, come possibile giorno in cui recuperare la partita. Una data che permette di capire tutto il giochino. Mercoledì 7 dicembre infatti è in programma l’ultima (e probabilmente decisiva) gara di Champions League del girone, in trasferta contro il Villarreal. Il 14, perciò, altro non è che la prima data dopo gli impegni del girone, cui segue una pausa fino a febbraio. Al Napoli, dal primo momento, non interessava che quello: “non intasare” il calendario già per loro reso difficile dagli impegni europei. E la riprova sta nel fatto che “la prima data utile” (a parte domani, dico, ma non si sa bene chi ha deciso che domani no) successiva al rinvio, calendario alla mano, sarebbe prima, ovvero il 30 novembre (una settimana prima del match decisivo di Champions): è un mercoledì, nè Juventus nè Napoli giocano in posticipo del turno precedente il lunedì (come ad esempio farà la Juventus il 12 dicembre, prima della data individuata dal Napoli) e nessuna delle due squadre è impegnata in Europa League o Coppa Italia, previste per quella giornata. Una data perfetta, quindi, ma neanche presa in considerazione da Bigon proprio per il motivo prima elencato. Al Napoli interessa altro, da De Laurentiis col motorino.

Insomma su tutto il resto bocca cucita, per rispetto. Ma passare per il paisà di ritorno dagli States cui Totò vendette la Fontana di Trevi no.

3 commenti...dì la tua!... Leggi e aggiungi il tuo commento!

  1. e se al posto del napoli si fosse trovata la juventus?ci avrebbero dati dei ladri ed altro.io spero che non abbiano usato la scusa della persona deceduta a pozzuoli altrimenti, si ,sarebbe VERGOGNOSO

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  2. Amici abbiamo 5 anni e 4 mesi non 29 scudetti !!!

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