La Juve delle sorprese

di GIANLUCA SCATENA - Juventus-Udinese. La "partita dei sei punti" è stata archiviata in tutto e per tutto con il massimo dei risultati. I friulani tornano in patria, a testa alta. Ed è stato provato ancora una volta, quasi scientificamente, che scontrarsi con questa Juve non deve essere poi tanto facile.
Non lo è, perchè lì dentro, nell'ambiente che comprende il magnifico Juventus Stadium, non esiste persona che non sia consapevole di quello che attualmente è in suo possesso. Un primo posto sudato e combattuto, col cuore e con la tecnica. E' altrettanto chiaro che nessuno abbia intenzione di farselo scappare.
Non lo vuole Barzagli, che ormai ha assunto l'immagine del leader difensivo invalicabile. Un pezzo da novanta costato 500 mila euro. Un affare, per così dire.
Non lo vuole Buffon, tornato ai tempi in cui anche le sue parate garantivano alla squadra un sacco di punti importanti.
Non lo vogliono Giorgio Chiellini, Leonardo Bonucci, Stephan Lichtsteiner, che insieme hanno consolidato, finora, il miglior muro difensivo della stagione 2011-2012.
Non lo vuole Andrea Pirlo, che, alla faccia di chi non ci avrebbe scommesso un centesimo, ha dato prova di non avere un fisico cristallino e di saper menare duro, caratteristiche che per l'appunto non gli sono mai state attribuite. Ma tant'è, in qualsiasi occasione è il campo a dare una risposta...e noi ce l'abbiamo.
Anche nei confronti di Marcelo Estigarribia, un ragazzo arrivato dal Sud America per dimostrare che qui può essere riscattato, nonostante all'inizio gli innumerevoli dubbi firmati dal classico scetticismo post-mercato lo avessero etichettato come "scarso".
Eppure, in squadra molti continuano ancora a sorprendere. A partire da Giaccherini, l'ex Cesena che ha saputo affrontare ottimamente il salto di qualità che nella vita, prima o poi, in maniera differente, deve presentarsi.
Ma Juve-Udinese è stata soprattutto la partita di un certo Alessandro Matri, per la doppietta che gli restituisce una fiducia che cominciava a smarrirsi, causa arrivo di terze persone. A lui, ovviamente, si aggiunge anche Antonio Conte: se Marchisio non avesse fatto il suo ingresso in capo, magari avremmo incontrato delle difficoltà nel raggiungere il raddoppio...Anyway, the show has just begun!

L'appuntamento, la splendida dedica e la magia della Vera Juve

di GIOVANNI LORETTA - Ragazzi, anche ieri sera , abbiamo assistito all'ennesima prestazione sontuosa, ancora una volta caratterizzata da un gioco spettacolare e conclusasi con un’altra strameritata vittoria, della nostra Juve (e, questa nostra proverbiale lezione di calcio, l'avranno inevitabilmente vista tutti quelli che erano davanti alla loro tv, sintonizzata su una sempre più vergognosa Rai). Sono sicuro inoltre, che, anche l’Avvocato (della cui scomparsa ricorreva ieri il 9° anniversario), da raffinato amante del bel calcio (e quindi della sua e nostra Juve) qual era, si sarà, da Lassù, molto divertito. La Juventus del nipote Andrea (che sta confermando, con la sua passione, di portarne degnamente il cognome), fantasticamente plasmata e guidata da un altro grandissimo Juventino come il nostro grandioso Mister “AntonioConteCapitano”, ne ha davvero onorato, ieri, nel miglior modo possibile, la memoria. A coronare la giornata, rendendola assolutamente magica, è arrivato poi, atteso, sperato e favolosamente puntuale (come di consueto) al romantico appuntamento con il destino, il primo gol nello stupendo Juventus Stadium del suo e nostro immenso ed infinito artista Pinturicchio Alex che, al 29° minuto (altro dato fortemente significativo ), ha ampliato la sua cineteca di capolavori, con un nuovo ed ulteriormente magnifico gol “alla Del Piero”. Adesso, dopo quest’altra poetica serata di sublimi gioie ed emozioni che solo noi Juventini possiamo avere il piacere e l’onore di vivere, dobbiamo, ovviamente continuare così, sempre da Vera Juve, cercando di lottare fino alla fine per vincere (in ogni partita, come ieri, contro tutto e tutti) e provando, così, a dedicare all’Avvocato (ed a tutti gli altri grandi bianconeri che ci seguono dal Cielo) quel meritato (e, con Farsopoli, solo rinviato) traguardo a cui lui teneva (e tutti noi teniamo) tantissimo: la nostra Terza Stella. Tiferemo e lotteremo tutti uniti per conquistarla, insieme ad altri successi, al fine di arricchire (dominando, come sempre, sul campo ) la nostra gloriosa Storia vincente. Sempre grintosi, determinati, coesi, forti e fieri. Sempre più orgogliosamente forza Leggendaria Juventus.

"Torna" aria nuova

di DAVIDE "Eldavidinho" PESCHECHERA - Confesso che prima che iniziasse la partita con l’Atalanta, sapendo comunque di dover affrontare una trasferta difficile contro una delle squadre sorpresa del campionato, in una serata gelida, in un “Atleti Azzurri d’Italia ostico, avevo il timore(non la paura, specifichiamo) che, in caso di nuovo pareggio o prima sconfitta(perché è nell’aria e prima o poi deve pur arrivare) si potesse cominciare a parlare di squadra in crisi o squadra già arrivata. Arrivata al traguardo che era quello di tornare a stupire i propri tifosi. Senza alcuna pretesa futura. Che si potesse parlare di squadra che, dopo un girone d’andata superbo e superlativo, oltre ogni più rosea aspettativa sia per Conte che per Agnelli ed i tifosi stessi, si fosse bloccata a livello mentale e fisico; che si fosse fermata ad un gradino insuperabile e dallo sforzo insostenibile qualora si volesse tentare di superarlo. Non facendo seguire ai progressi fatti miglioramenti consequenziali. Che si potesse parlare di una squadra che non si sentisse già forte( e quindi neanche nella facoltà di potersi “regalare a nero” qualche partita di pausa sotto l’aspetto dell’aggressività agonistica), ma incapace di riprendere il percorso serrato dei primi mesi per limiti strutturali sin qui nascosti con intelligenza(ed il merito è di Conte) ma ora emersi inesorabilmente. Perchè la Juve ha i suoi difetti che, nonostante siano molto ma molto meno dei pregi, in un ambiente come il nostro s’ingigantiscono sempre sino a diventare un vero e proprio problema. Per fattori caratteriali, mediatici e di spogliatoio. Per ora, mi fermo all’aspetto astratto. Per quello pratico parla sempre il campo ed è giusto che sia così. Ricapitolando: a Lecce si vinse con mezzo tiro in porta, le gambe un po’ pesanti e la testa già distratta. Ma si vinse ed era fondamentale quello dopo la tremenda Befana trascorsa l’anno precedente, in casa. Allo Stadium, contro il Cagliari, la cose sono andate tutte diversamente tranne che per l’aspetto mentale: testa ancora più distratta che ci è costata la vittoria, nonostante un ottimo inizio(azione di barcelloniana memoria con gol di Vucinic), e gambe molli con tante occasioni sprecate; ergo, poca lucidità sotto porta. Un po’ la musica che spesso si sente allo Stadium, gioco creato non direttamente proporzionale alle occasioni sfruttate. A Bergamo, pareva dovesse andare così sull’onta delle ultime apparizioni, occasioni e gol sprecati. Pronti via e Matri sciupa gol netto da tre punti. Poi Pepe, Barzagli palo, Vucinic, De Ceglie su rovesciata e colpo di testa, Vidal traversa piena e palla che torna in campo. Beffarda, quasi a non voler entrare. Troppe. Non le azioni ma le occasioni sprecate, togliendo quelle del secondo tempo di Matri, ancora Matri su pallonetto, Marrone. Finalizziamo poco. O perché non abbiamo la maturità per farlo o perché ci piaciamo troppo. Poi escono Marchisio per Giaccherini, Marrone per Pepe, Bonucci per Vucinic e la musica cambia, a cominciare dall’ingresso del primo, continuando con quello del secondo. Pirlo, oggi veramente troppo libero di ragionare, dribblare, cambiare gioco e svariare su tutto il fronte, imbecca Lichsteiner avventuratosi nei meandri profondi dell’area di rigore, in solitaria, che insacca di testa. È il gol dell’ 1 a 0, del vantaggio, della liberazione, presumo anche delle urla dei tifosi, della gioia dei calciatori stessi. Del mister. Zero a zero sarebbe stato un altro risultato bugiardo e fasullo. L’ennesimo. Sarebbe stata una punizione troppo severa. Da lì, il due a zero è facile, semplice, d’ ordinaria amministrazione di chi sta raggiungendo, proprio nella partita della verità, una maturità mostrata a sprazzi nel gestire alcuni risultati di partite precedenti. Giaccherini e Marrone sono il duo che non t’aspetti e che confezionano l’azione del secondo gol. Affatto stucchevole nonostante le molte azioni belle che quest’anno ci hanno portato a fare gol, ultima in ordine di tempo l’azione tutta di prima di 7 giorni fa. Come non essere d’accordo col maestro Ricchiuti: “imbattuti, migliore difesa, campioni d'inverno,le nostre ex che parlano male di noi, polemiche sui rigori che non danno ai nostri avversari.”. Il nostro girone d’andata lo aprono e lo chiudono Celi e Lichsteiner. Incroci che valgono tutto e non valgono niente ma che aiutano a fare confronti. Mi ha fatto veramente piacere l'ingresso in campo, nel finale, di Bonucci. Fa morale per il giocatore che sino ad oggi le ha giocate quasi tutte da titolare, sa di esser stato escluso inizialmente per l'errore fatto in Juve - Cagliari ma continua a sentirsi, in questo modo, partecipe ed in parte artefice di ciò che realizza la squadra. Attivamente e non passivamente, dalla panchina, aiutando i propri compagni e sentendosi coinvolto nonostante l'esclusione per scelta tecnica iniziale. Conte continua a mostrare diffidenza verso alcuni panchinari ed assoluta fiducia verso coloro che hanno conquistato, con pregi e difetti, il titolo d'inverno. Inserendo, ogni volta, qualcuno che magari ha raggiunto la maturità giusta per aggregarsi al gruppo solido, vedi Estigarribia, Giaccherini, Quaglia, Marrone. Oggi l'uscita pulita del pallone dall'area nostra è stata viziata dalla mancanza di Bonucci in fase d'impostazione. Chiellini non ha mai allontanato con criterio il pallone, ha sempre spazzato. Nonostante tutto, Bonucci serve perchè Conte sa come utilizzarlo. Il match winner è ancora Conte. Campioni d’inverno con riserva, o senza patemi? È più importante sottolineare le cose che non vanno e che andrebbero migliorate per il proseguo del cammino o l’ottimo lavoro sin qui svolto, veramente oltre ogni più fiduciosa prospettiva futura? Vi provoco. Attenti, il campionato non è finito. Sarebbe riduttivo che comincia ora poiché continua. Sotto con la Roma, c’è anche la Coppa. Italia però, ancora per quest’anno. Poi di nuovo i friuliani a distanza di poco.

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